martedì 27 aprile 2010
Birrestra? La birra è di destra.
venerdì 13 febbraio 2009
Geronimoooooooo!!!!!

Le sue ossa sono conservate nell'Università di Yale
Apache Chiricahua, Geronimo come lo chiamavano i messicani o 'Gojlaye', che nella lingua dei chiricahua significa "colui che sbadiglia", era nato il 16 giugno 1829 nella tribu Bedonkohe, vicino al fiume Gila, in Arizona. James Riding, docente di Studi indiani dell'università locale, sottolinea che da molti bianchi Geronimo venne considerato un terrorista, ma per la sua gente è stato un combattente della libertà.
"Divenne leggendario per la sua battaglia contro il colonialismo - dice il professore - la sua lotta alla testa di un piccolo gruppo per difendere la cultura Apache rappresenta un lascito di resistenza e tenacia". Anche per Marlon Sherman, specializzato in Studi sui nativi nordamericani dell'università du Humboldt, Geronimo è stato un leader spirituale, uno sciamano con una grande esperienza nel campo della medicina tradizionale.
Scese in campo, con le armi in pugno, dopo che 400 messicani guidati da Josè Maria Carrasco trucidarono sua moglie Alope, i loro tre figli e sua madre, nell'estate del 1858. Nella sua autobiografia, Geronimo racconta che, per vendicare i suoi, chiese aiuto al capo Cochise della tribu Chokonen: "Siamo uomini come i messicani e faremo loro ciò che hanno fatto a noi - scrive - Combatterò in prima fila; vi chiedo solo di seguirmi per vendicare il male che ci hanno fatto i messicani. La mia gente è stata assassinata e io sono pronto a morire, se necessario".
Nasce da qui l'immagine a tinte fosche di Geronimo, considerato da molti "un selvaggio sanguinario, crudele e inumano", sottolinea Sherman. Lo studioso osserva poi di non sapere se siano "vere tutte le atrocità imputate a Geronimo, ma in ogni caso non si è voluto fare luce sulle barbarie commesse dai soldati americani e messicani contro gli Apache".
A dare una mano è stata anche l'industria cinematografica, con i tanti film sui pellerossa malvagi e nemici. Anche in 'Ballando con i lupi', il film con Kevin Costner che tenta di riscattarne l'immagine, osserva Sherman, il protagonista è comunque "un uomo bianco che è un pellerossa migliore degli stessi pellerossa".
Secondo Sherman, a differenza di quanto Hollywood ha mostrato in tante pellicole, Geronimo è stato un capo tenace e accorto, intelligente e valoroso, rispettoso e generoso. "Si è sempre considetato un esperto della medicina e della guerra, ma non un capo assoluto - dice il professore - Era un uomo molto umile nei confronti dei compagni di battaglia".
Quanto alla sua conversione dell'ultima ora al cristianesimo, secondo il professor Sherman si è trattato di "convenienza, per mantenere la pace con la sua gente. In privato -assicura l'esperto - ha continuato a professare la sua religione". E Riding è d'accordo con Sherman: "Era Apache nel profondo del cuore". Nonostante Geronimo avesse abbracciato la fede cristiana, non gli venne permesso di tornare alla sua terra natale e il capo Apache morì di polmonite in prigionia, a Fort Sill, in Oklahoma.
"La seconda battaglia di Geronimo è iniziata dopo morto", rievoca infine Riding. Nel 1918 le sue spoglie vennero rubate dalla tomba. Sembra ad opera di una società segreta dell'università di Yale, la 'Skull and Bones' (teschio e ossa) alla quale apparteneva anche Prescott Bush, nonno di George W. Alcune ossa del leader Apache sarebbero state usate nei rituali della società segreta.
Successivamente, in una lettera, l'università di Yale ha rivelato che i resti di Geronimo erano custoditi in un edificio dell'ateneo. Gli Apache hanno chiesto di riaverli indietro, affinché al loro antico capo venga restituita dignità e Geronimo, secondo le loro credenze, possa finalmente riposare in pace.
domenica 3 agosto 2008
Giuseppe Garibaldi, chi era costui? La domanda sembra ...
domenica 21 ottobre 2007
E l'uomo giocò a fare Dio?
Recentemente i giornali hanno riportato la notizia che lo scienziato biotecnologo da alcuni definito “bio-pirata” Craig Venter col suo team di scienziati, è riuscito a creare in laboratorio il primo cromosoma sintetico, cioè la componente base di una forma di vita, e si appresta a breve ad annunciare la prima forma di vita realizzata in laboratorio. Questo è, come dice Ventre, un grande passo per la specie umana perchè “passiamo dalla lettura del codice genetico alla capacità di ri-scriverlo”.
Naturalmente questo annuncio ha alzato numerose problematiche di carattere etico, gran parte irrisolte.La scoperta consiste nell’aver creato un cromosoma sintetico usando solo sostanze chimiche create in laboratorio (anch’esse sintetiche) ricomponendo il puzzle di un cromosoma lungo 381 geni e contenente 580.000 coppie di codice genetico appartenente al batterio Mycoplasma genitalium: gli scienziati lo hanno “denudato” fino ad ottenere il minimo DNA indispensabile a sostentare la vita, togliendogli un quinto delle sue caratteristiche genetiche. Il cromosoma ricostruito sinteticamente, con il nome di “Mycroplasma laboratorium”, è stato trapiantato in una cellula viva del batterio.
Nello stadio finale del processo dovrebbe prendere il controllo della cellula e divenire una nuova forma di vita artificiale.In generale non è nulla che non sia stato già tentato, cioè il trasferimento di materiale genetico all’interno di un altro essere vivente.
Ma fin’ora erano stati usati dei vettori come ad esempio virus, e permetteva di portare pochi geni per volta. Questa tecnica invece permette di portarne molti di più, e soprattutto apre la strada alla creazione del primo cromosoma umano sintetico, cioè costruito in laboratorio che porterà in futuro alla capacità di curare molte malattie genetiche.
Qui però come già detto sorge il problema etico:
l’uomo può sostituirsi a Dio?
Come studente di SMFN sono favorevole all’evoluzione della scienza in ogni sua componente, credo che si debba usare ogni metodo per curare malattie che senza questo tipo di tecniche sarebbero incurabili e non mi trovo per nulla d’accordo con quelle persone che credono che queste tecniche sia immorali e vadano fermate ad ogni costo, ogni evoluzione della scienza è un bene dell’umanità perché ci permette di capire se l’uomo ha o non ha dei limiti e cosa è giusto e cosa è sbagliato in scienza, bisogna togliersi dalla testa che esiste scienza buona e scienza cattiva perchè non è cosi, la scienza è scienza!!! Poi è l’uso che se ne fa che la rende buona o cattiva.
