giovedì 26 aprile 2012

Pancake allo sciroppo d'acero (con latticello)!

Prossimo esperimento :) mescolerò Latte Fermentato e Latte di Kefir (perchè non ne ho abbastanza del primo :) )

Ricetta presa da: Pancake allo sciroppo d'acero (con latticello)!

Ingredienti (per circa 6 pancake):
  • 1 cup farina 0 (125g)
  • 1 teaspoon baking ovvero lievito istantaneo per dolci (2g)
  • 1/2 teaspoon bicarbonato di sodio (1g)
  • un pizzico di sale
  • 1 1/2 tablespoon zucchero (20g)
  • 1 uovo grande
  • 1 1/2 cup latticello (se non avete il latticello potete usare 180g di panna acida mista a 120g di latte)
  • 2 tablespoon di burro fuso (16g)

Preparazione:

In una terrina miscelare brevemente la farina con il lievito, il bicarbonato, il sale e lo zucchero. Aggiungere l'uovo leggermente sbattuto , il latticello (o la panna acida con il latte) e il burro fuso. Il composto va mescolato il minimo indispensabile e non va mai mescolato tanto da farlo diventare liscio e omogeneo se si vuole che rimangano soffici. Questo è come deve apparire il composto una volta mescolato molto brevemente:



A questo punto scaldare una piastra o una padella antiaderente. La temperatura sarà giusta quando versando un goccio d'acqua sulla padella questa si dividerà e schizzerà qua e là. Quando la padella avrà raggiunto la temperatura giusta imburrare e togliere con uno scottex il burro in eccedenza. Con un mestolo versare lentamente il composto sulla piastra così da ottenere un pancake di circa 10cm. Quando comincerete a vedere delle bolle che scoppiano sulla superficie del pancake e i bordi cominceranno ad apparire asciutti (ci vogliono circa 2 - 2 1/2 minuti), voltateli con una paletta e lasciate cuocere un altro minuto circa finché saranno dorati anche nella parte sottostante.

Togliete dal fuoco e servite con abbondante sciroppo d'acero....

Sono buonissimi!


Tips & tricks:
  • usate solo farina 0. La 00 rende i pancake troppo umidi.
  • mescolate il minimo indispensabile lasciando il composto mediamente grumoso, se volete dei pancake soffici
  • l'impasto deve avere la consistenza di una pastella per il fritto....non troppo densa, ma neanche troppo liquida

mercoledì 25 aprile 2012

Muffins con gocce di cioccolato



Dosi:
300 g di farina
2 cucchiaini e 1/2 di lievito
4 cucchiai di cacao
120 g di zucchero di canna
250 g di gocce di cioccolato + 2 cucchiai
2 uova
375 ml di latticello (è più facile che lo trovate come Latte Fermentato)
90 g di burro fuso
zucchero a velo

Procedimento:
Setacciare farina, lievito e cacao in una ciotola, aggiungere lo zucchero e 250 g di gocce di cioccolato. Amalgamare il latticello e le uova e versarli nel composto di farina, aggiungere il burro. Mescolare grossolanamente e versare negli stampi da muffins precedentemente imburrati. Spargervi sopra le restanti gocce di cioccolato. Infornare a 210° per circa 20'.
Cospargere di zucchero a velo

Provati, eccezionali... da rifare.

PS: Provate a sostituire il cacao con il Ciobar... una cosa demoniaca per quanto è buona :P

Versione TORTA
Questa ricetta può essere fatta anche in formato TORTA, ma con qualche piccola accortezza nella fase di preparazione.
  1. Lo stampo che userete dovrà essere, con le dosi qui indicate, di circa 20 cm di diametro.
  2. Lo stampo da imburrato e "infarinato" con il cacao al posto della farina.
  3. Usate 2 cartine viene molto meglio.
  4. Fate stare il tutto almeno mezz'ora (30') altrimenti non cuoce bene.
Io ho provato anche altre varianti tipo, togliere il cacao e la cioccolata e mettere mele... viene sempre bene, la pasta solo che è poco aromatizzata, devo provare aggiungendo un pò di vaniglia :)

Alla prossima.

giovedì 1 marzo 2012

Paste d'melia/Paste di Meliga



Ingredienti per 1,5 kg di paste:
400g di farina tipo "00"
400g di farina di mais raffinata "fumetto"
200g di burro
200g di strutto
400g di zucchero
la scorza grattuggiata di 4 limoni
4 uova
un pizzico di sale
1 cucchiaino di miele (opzionale, serve a scurire la superficie e farli più dorati)

Lasciate il burro a temperatura ambiente finchè non diventerà bello morbido e malleabile. Nel frattempo grattuggiate finemente la buccia dei limoni.
In una terrina mettete le farine, lo strutto e il burro e amalgamate il tutto per un paio di minuti. Aggiungete le uova, lo zucchero, la scorza di limone e un pizzico di sale.
Impastate il tutto velocemente fino ad ottenere un impasto omogeneo ma senza lavorarlo troppo a lungo.
Lasciare riposare in luogo fresco per un'oretta circa
Per lo "stampo" dei biscotti, la ricetta tipica locale prevede che l'impasto sia fatto passare attraverso una apposita macchinetta tipo tritacarne con un’uscita a zig zag, tagliando delle strisce di circa 5cm.
Nel caso non si disponga della macchinetta si può tirare una sfoglia di pochi millimetri e poi utilizzare dei normali stampini da biscotti
Scaldare il forno a 180° e cuocere per 15 minuti o fino a quando sono dorati.
La cottura migliore per ottenere una buona pasta d' melia sarebbe nel forno a legna.

giovedì 26 gennaio 2012

BANKITALIA. RAMPELLI-MARSILIO (PDL): IL GOVERNO ACCOGLIE ODG PER IL RITORNO IN MANO PUBBLICA DELLA PROPRIETA'.

Il governo ha accolto l'ordine del giorno n. 62 collegato al decreto Milleproroghe, a firma Rampelli, Marsilio e Maurizio Turco (Radicali), che impegna l'esecutivo a dare corso a quanto disposto dalla legge 262 del 2005, che disciplina il settore del risparmio e dei mercati finanziari, per la parte che riguarda il ritorno in mano pubblica dell'intera proprietà della Banca d'Italia. La legge aveva infatti previsto questo obiettivo, delegando il ministero dell'Economia ad adottare un regolamento in merito entro il 2008. I governi che si sono succeduti negli anni hanno fatto scadere il termine senza giungere ad alcun risultato. Ma la legge continua a prescrivere che la proprietà della Banca d'Italia debba essere detenuta al 100% da soggetti ed enti pubblici, mentre oggi solo una minotanza delle quote è in mano pubblica, essendo tutto il resto di proprietà delle banche private. 

"E' arrivato il momento di far rispettare la legge - commentano Rampelli e Marsilio - e di riportare la proprietà della nostra Banca centrale in mano pubblica. Un'operazione che serve a rendere più trasparente e più autorevole il ruolo di via Nazionale, e a sgombrare definitivamente il campo da ogni sospetto sull'influenza che le banche proprietarie possono avere sull'Istituto che ha il compito di vigilarne l'attività"

lunedì 21 novembre 2011

Pollo fritto del Kentucky


Ingredienti:
  • 1 Pollo fatto a pezzi 
  • 2 Uova Fresche 
  • 2/3 di tazza di Latte 
  • 1 tazza e mezza di Farina 00 
  • Olio di semi per frittura 
Per la Mistura segreta composta da 12 erbe e spezie:
  • 2 cucchiaini di paprika in polvere 
  • 1 cucchiaino di cipolla in polvere 
  • 1 cucchiaino di sedano in polvere 
  • 1 cucchiaino di salvia sminuzzata 
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere 
  • 1 cucchiaino di una spezia chiamata “allspice” (può essere sostituito da un cucchiaino di noce moscata, chiodi di garofano e cannella, tutto in polvere) 
  • 1 cucchiaino di origano, tritato finemente 
  • 1 cucchiaino di chili (peperoncini messicani) in polvere 
  • 1 cucchiaino di pepe nero macinato 
  • 1 cucchiaino di basilico, tritato finemente 
  • 1 cucchiaino di maggiorana, tritata finemente
Preparazione:Miscelate a parte tutti gli ingredienti delle miscela di spezie in una scodella, insieme alla farina (il preparato che avanza può essere conservato a lungo, tenetelo solo al riparo dalla luce diretta del sole e dalla troppa umidità).

Sbattete le uova con il latte in una terrina. Portate a temperatura una larga padella con l’olio di semi.

Passate i pezzi di pollo nelle uova e subito dopo nella miscela di spezie con la farina. Tuffate i pezzi di pollo panati nell’olio bollente, girandoli frequentemente. Una volta dorati appoggiateli in un contenitore foderato di carta assorbente da cucina.


domenica 9 ottobre 2011

Steve Jobs’s Top 5 Hits in Pop Culture

Steve Jobs’s Top 5 Hits in Pop Culture:


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149 Steve Jobss Top 5 Hits in Pop Culture

1. The 1984 ad (1984) The spot that introduced the Apple Macintosh aired only once, on Jan. 22, 1984, during the third quarter of Super Bowl XVIII. People haven’t stopped talking about it since. Envisioning a hellish dystopian future (or was it the present?) of drones under the thumb of a televised Big Brother, the Ridley Scott-directed ad brought on a hot Valkyrie with a hammer to smash through the screen and liberate the masses. What did this have to do with computers? Not much, but it established once and for all the terms of home computing’s dominant rivalry: fascist PCs vs. freedom-fighting Macs. The Apple board got cold feet about showing the ad at the last minute, but Jobs and cofounder Steve Wozniak held firm. In 1999, TV Guide called it the number one commercial of all time. (Ty Burr / The Boston Globe)

230 Steve Jobss Top 5 Hits in Pop Culture

2. “Toy Story’’ (1995) In 1986, just after getting tossed out of the company he had founded, Jobs bought the Graphics Group, a computer design and rendering skunk works project from a cash-strapped George Lucas. The new CEO saw the company, renamed Pixar, through a rocky nine years, and he almost sold it more than once. But Jobs believed in the potential of the feature animation team under the leadership of the brilliant John Lasseter, and he infused Pixar’s product with his own values of demanding perfectionism, groundbreaking technology, and emotional resonance. If you don’t think Woody and Buzz Lightyear – and Nemo and The Incredibles and WALL-E – carry Jobs’s DNA in them, just imagine how shiny and empty these movies might have turned out with a different man at the top. (Ty Burr / The Boston Globe)

322 Steve Jobss Top 5 Hits in Pop Culture

3. “Think Different’’ (1997) As with “1984,’’ this idea from ad company Chiat/Day ended up with Jobs’s fingerprints all over it. The original pitch illustrated the now-celebrated tagline by showing staffers at the film studio DreamWorks sitting at their workstations. Jobs, newly back in charge of a company with a crippled public image, scotched that. It was his idea to feature inventors, thinkers, and entertainers, and it was his idea to use stark black-and-white photos like the ones he had of Albert Einstein and other personal heroes at home. It was Jobs who could pick up the phone and ask, say, Yoko Ono for the rights to a photo of John Lennon. Despite driving English teachers and other grammarians to distraction, the “Think Different’’ campaign is probably Jobs’s finest image manipulation. Because the only sell was a tiny Apple logo, the ads ran in mainstream magazines and were posted on the walls of elementary schools across the nation. Talk about seeding the future. (Ty Burr / The Boston Globe)

418 Steve Jobss Top 5 Hits in Pop Culture

4. Carrie Bradshaw’s PowerBook G3 (1998) Movies and TV shows early on figured out that piggybacking on Apple’s cred gave their characters a cutting-edge vibe. The company was more than happy to oblige. The first Apple product placement was arguably in 1986’s “Short Circuit,’’ and by the 1990s, Macs were showing up everywhere from “Mission: Impossible’’ to Jerry Seinfeld’s apartment. But it was “Sex and the City’’ coming along in 1998 (two years after Jobs’s return to the company he founded) that sealed the deal. Carrie’s Apple lust, on display in episode after episode, posits the Mac as the ultimate chic fashion accessory, a creative gal’s best friend, and – let’s face it – a more constant soul mate than any man. (Ty Burr / The Boston Globe)

516 Steve Jobss Top 5 Hits in Pop Culture

5. The Stanford commencement speech (2005) It’s on YouTube; there are a lot worse 15 minutes you could spend. In the speech, a visibly frail Jobs – 11 months after his surgery for pancreatic cancer – “connects the dots’’ of his life, from the calligraphy course he took as a college dropout that profoundly influenced the fonts and style elements of the Mac (and thus of our modern life) to his years in corporate exile to the hard fact of death that hangs over all of us, even the college graduates who can’t quite believe what they’re hearing. Don’t waste the gift, Jobs urges. “Stay hungry. Stay foolish.’’ Even before his death last week, the speech had become legendary. Now it’s an epitaph. (Ty Burr / The Boston Globe)





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giovedì 6 ottobre 2011

Steve Jobs 1955 - 2011


"Siate affamati e folli"


STEVE JOBS 1955 - 2011
R.I.P.


mercoledì 5 ottobre 2011

Ddl intercettazioni: la norma "anti-blog" è da modificare


Giorgia Meloni - Ministro della Gioventù

Esiste una differenza abissale tra un blog, magari gestito da un ragazzo, un giornale e una televisione. Applicare per entrambi la stessa legge è sicuramente un errore. Ben vengano, dunque, le iniziative parlamentari volte a modificare una norma che, così com’è, rischia di creare molti problemi.

La possibilità di rettifica è certamente un principio che garantisce la libertà di espressione di tutti, anche di coloro che ritengono di essere stati diffamati. Se però è relativamente facile regolare questo meccanismo per i media tradizionali, strutturati e professionali, non si può dire altrettanto per i contenuti diffusi su Internet. Non si tratta di sottrarre il blogger alla responsabilità per quello che scrive ma di riconoscere la natura della Rete e dei suoi meccanismi di diffusione.

lunedì 26 settembre 2011
Giorgia Meloni - Ministro della Gioventù

lunedì 19 settembre 2011

Magnolia's Vanilla Cupcake in ITALIANO



Ingredienti Cupcakes:
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • ½  cucchiaino di sale
  • 352 g di farina
  • 227g di burro ammorbidito (2 sticks)
  • 402 g di zucchero
  • 4 uova grandi, a temperature ambiente
  • 245 g di latte
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Istruzioni
Scaldare il forno a 180°
Mescolare il sale la farina e il lievito
Mettere il burro in un grande recipiente, frullare velocità media finché nono diventa soffice. Aggiungere lo zucchero gradualmente e sbattere finché non spumoso, cioè per circa 3 minuti.
Aggiungere un uovo alla volta, sbattere bene dopo ogni uovo. Aggiungere la farina in 3 volte, alternando con il latte e la vaniglia. Gli ingredienti devo essere incorporati ma non troppo montati. Con una spatola alla fine finire di incorporare bene gli ingredienti.
Riempire dei pirottini di carta oppure di silicone, quelli per i muffin, vanno riempiti per circa ¾. Cuocere per circa 20-25 minuti, e comunque finché infilandoci uno stuzzicadenti dentro questo esce pulito.
Far freddare per 15 minuti e poi rimuoverli dagli stampi (se usate quelli di carta non c’è bisogno).
Decorare come più vi piace.

Crema al burro alla vaniglia per decorare 

  • 227g di burro ammorbidito (2 sticks)
  • da 660g a 880g di zucchero a velo
  • 122g di latte
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
Mettere il burro nel mixer. Aggiungi 440g di zucchero a vero, il latte e la vaniglia. A velocità media battere finchè non diventa morbido e cremoso, da circa 3 fino a 5 minuti. Gradualmente aggiungere il restante zucchero 100g alla volta, battendo bene di volta in volta, minimo 2 minuti ogni volta, continuare ad aggiungere zucchero finchè la consistenza non è quella desiderata, non è detto che ci sia bisogno di tutto lo zucchero. Se volete potete aggiungere un pò di colorante per alimenti che renderà tutto più carino, io consiglio di aggiungere anche un cucchiaio di glicerina che rende i colori più vivaci.
Il composto può essere facilmente conservato in un contenitore ermetico per circa 3 giorni.

Il composto è abbastanza per circa 2 dozzine di cupcake.

giovedì 16 giugno 2011

PI: E se Ubuntu cambiasse browser?

PI: E se Ubuntu cambiasse browser?


Leggo questo articolo su PI. Personalmente sono dccordo con la scelta, chrome è dalla sua nascita la mia scelta di browser, veloce, sicuro, funzionante. Firefox nelle sue ultime versione mi ha molto deluso, non riesce a stare dietro agli standard web e all'innovazione in questo campo.

Voi cosa ne pensate?

sabato 11 giugno 2011

Virgy

1 anno e 2 mesi

martedì 14 dicembre 2010

Voyager 1 will exit solar system soon, is so close to the void it can taste it -- Engadget

Voyager 1 will exit solar system soon, is so close to the void it can taste it -- Engadget


Da engadget:
Endurance: it's important in every race, including the space race, even though many pundits would argue that it kind of fizzled a long time ago. Thirty-three years prior to now, NASA's Voyager 1 began its journey to check in on the outer planets. It accomplished that goal in 1989, and has since moved on to bigger and better things -- you know, like leaving the solar system. Ten billion miles away, Voyager 1's Low-Energy Charged Particle Instrument is spitting out "solid zeroes," which means it's not detecting any more outward movement from solar winds. The heliopause (read: the official edge of the solar system) is just a few short years away for the radioactive-powered spacecraft, which is frightening to think about regardless of your experience in Space Camp. What will happen once it enters interstellar space? We're not sure, but we're trying to set up radio comms with its earth-bound synthesizer progeny for some kind of freaky space jam. We'll keep you posted.

giovedì 7 ottobre 2010

MediaWiki Watermark


Per lavoro mi sono trovato a dover realizzare una modifica di mediawiki, la modifica consisteva nell'aggiungere una filigrana (Watermark) a tutte le immagini sul sito, ho scervellato un pò risolverlo e alla fine me ne sono uscito con questa modifica di alcuni file di mediawiki... non è certamente lo stato dell'arte, ma se a qualcuno può essere utile, ecco qua...


saluti a tutti

giovedì 8 luglio 2010

55 anni del Manifesto Russell-Einstein




9 Luglio 1955 - 9 Luglio 2010
55 anni del Manifesto Russell-Einstein

Da Wikipedia: (http://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_Russell-Einstein)

Per Manifesto di Russell-Einstein si intende la dichiarazione presentata il 9 luglio 1955 (nel pieno della Guerra fredda) a Londra in occasione di una campagna per il disarmo nucleare e che aveva avuto come promotori Bertrand Russell ed Albert Einstein (morto nell'aprile dello stesso anno). Nel documento - controfirmato da altri 11 scienziati e intellettuali di primo piano - Einstein e Russell invitavano gli scienziati di tutto il mondo a riunirsi per discutere sui rischi per l'umanità prodotti dall'esistenza delle armi nucleari.
Tra i redattori del Manifesto vi fu anche Joseph Rotblat, che fu l'unico degli scienziati coinvolti nel progetto Manhattan ad abbandonare il lavoro a causa di contrasti di natura morale. Dopo aver appreso di Hiroshima, Rotblat affermò di essere "preoccupato sull'intero futuro dell'umanità". Rotblat diresse la conferenza stampa di presentazione del Manifesto a Caxton Hall, a Londra. Fu sua la celebre frase (citata anche quando Rotblat ritirò il Nobel per la Pace nel 1995):
Ricordatevi della vostra umanità, e dimenticate il resto.
Il Manifesto invitava a tenere al più presto una conferenza internazionale, che originariamente nei progetti di Nehru doveva tenersi in India. In seguito alla Crisi di Suez, questo progetto fu abbandonato. Aristotele Onassis si offrì di finanziare un incontro a Monaco, ma la proposta fu rifiutata. Infine, Cyrus Eaton, un imprenditore canadese che conosceva Russell dal 1938, si offrì di finanziare una conferenza nella sua cittadina di Pugwash, in Nuova Scozia. La Conferenza di Pugwash per la Scienza e gli Interessi del Mondo nel 1995 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.

Un estratto del testo:

Nella tragica situazione cui l'umanità si trova di fronte noi riteniamo che gli scienziati debbano riunirsi in conferenza per accertare i pericoli determinati dallo sviluppo delle armi di distruzione di massa.
Quasi ognuno che abbia una coscienza politica ha preso fermamente posizione in una o più di tali questioni, ma noi vi chiediamo, se potete, di mettere in disparte tali sentimenti e di considerarvi solo come membri di una specie biologica che ha avuto una storia importante e della quale nessuno di noi li può desiderare la scomparsa.
L'opinione pubblica e anche molte persone in posizione autorevole non si sono rese conto di quali sarebbero le conseguenze di una guerra con armi nucleari. Molti ammonimenti sono stati formulati da personalità eminenti della scienza e da autorità della strategia militare.
Non abbiamo ancora constatato che le vedute degli esperti in materia dipendano in qualsiasi modo dalle loro opinioni politiche e dai loro pregiudizi. Esse dipendono solo, per quanto hanno rivelato le nostre ricerche, dall'estensione delle conoscenze particolari del singolo. Abbiamo riscontrato che coloro che più sanno sono i più pessimisti. Questo dunque è il problema che vi presentiamo, netto, terribile ed inevitabile.

dobbiamo porre fine alla razza umana oppure l'umanità dovrà rinunciare alla guerra?

ciò che forse più che ogni altro elemento ostacola la comprensione della situazione è il fatto che il termine “umanità” appare vago ed astratto.
Gli uomini stentano a rendersi conto che il pericolo è per loro, per i loro figli e loro nipoti e non solo per una generica e vaga umanità.
Se vogliamo, possiamo avere davanti a noi un continuo progresso in benessere, conoscenze e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte perché non siamo capaci di dimenticare le nostre controversie?
Noi rivolgiamo un appello come esseri umani ad esseri umani:

ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto.



Firmato da:

Max Born
Percy W. Bridgman
Albert Einstein
Leopold Infeld
Frederic Joliot-Curie
Herman J. Muller
Linus Pauling
Cecil F. Powell
Joseph Rotblat
Bertrand Russell
Hideki Yukawa

martedì 27 aprile 2010

Birrestra? La birra è di destra.


di Gianfranco Franchi

La birra è di destra. C’è poco da fare. È di destra, perché sa essere popolare e aristocratica. È di destra, perchè incarna l’espressione del territorio: è sensibile ai particolarismi locali, e sa confederarli in una patria soltanto. È di destra, perchè sa essere democratica. È di destra, perché pretende distinzione: per ogni birra il suo bicchiere, per ogni etichetta una storia; una storia d’un clan, una storia d’una vera tradizione artigianale o industriale. È di destra, perché è affascinante come una sconosciuta, e tuttavia è subito famigliare. È di destra, perché crede nella diversità.

È di destra, perchè è stata scoperta e amata per prima dalle donne. È di destra, perché a Roma importò la sua cultura Giulio Agricola, suocero di Tacito, educato dai mastri birrai britannici. Flavio Valente preferiva la birra austriaca, il “sabaium”. Noi siamo molto riconoscenti ai nostri padri, e alla loro favolosa apertura mentale.

Riconosci l’uomo di destra da come beve la birra. Il compagno beve birra perché non ha coraggio di ordinare un buon vino; per il gusto della socialità d’accatto, o per rincoglionirsi un po’; noi, invece, prima di ordinare una birra pensiamo. Pensiamo, per prima cosa, alla nascita della cultura nuova delle carte delle birre. Pensiamo, scegliendo una o un’altra etichetta, alla Bretagna, al Belgio, al Piemonte, al Lazio. Pensiamo, scegliendo quella bottiglia, che dovremo abbinarla idealmente a qualcosa di stuzzicante; un buon formaggio italiano, ben stagionato, un po’ di affettati scelti. Un gran sigaro toscano. Pensiamo, infine, che quella birra andrà bevuta in un bicchiere ideale. E ce ne freghiamo dell’utilitarismo, ce ne freghiamo delle necessità: sappiamo attendere, sappiamo aspettare, sappiamo scegliere. Sappiamo bere, in altre parole. Noi siamo gli apoti: quelli che non se la bevono, quelli che se la gustano.

Il compagno che beve birra è come “Il mangiatore di fagioli” di Carracci: sta là, su un tavolaccio dimesso, che trinca per non ammettere che è tutto lì; che il Muro di Berlino è caduto, e quello di Gorizia è stato sgretolato; che in Polonia il comunismo è un reato; che a Cuba il faro adesso è la libertaria Yoani Sanchez, e che Putin va a mangiare e bere nei ristoranti di Golfo Aranci, perché ha imparato che vodka e caviale stuccano, e che la vera grande cucina è quella mediterranea: è quella italiana. Il compagno che vuole darsi arie da Degas, post assenzio, guarda nel vuoto e titilla la sua bottiglietta di vetro, facendola piroettare qua e là – poi dà di gomito al suo amico e parla di manifestazioni; volano milioni di militanti da un tavolo all’altro, come molliche di pane, e si sogna un nuovo sol dell’avvenire, proprio come in “Palombella Rossa”. Nel silenzio, mogio mogio, trattiene un rutto. A fatica.

L’uomo di destra che beve birra è ospite del “Caffè di notte” di Van Gogh, e sta leggendo un libro di Giordano Bruno Guerri. La stanza è accesa di colori vivi, fenomenali, e ogni sorso è speranza, e visione solare del futuro. Intanto sogna di comprare “Un bar aux Folies-Bergère” di Manet, perché in quella tela appaiono delle bottiglie di birra. Sogno proibito? Sogno migliore: sviluppa la fantasia, anima pensieri nuovi. L’uomo di destra non beve soltanto: assapora. Apprezza. L’uomo di destra beve felice perché s’accorge che tante cose sono cambiate: gli italiani stanno imparando a riconoscere la storia degli Istriani, dei Fiumani e dei Dalmati, e guardano con sospetto a chi dice d’essere andato in vacanza in Croazia; subito lo correggono, “Istria, o Dalmazia!”. Beve felice e sereno, senza eccedere, perché sa che adesso il Premio Nobel per la Letteratura è andato a una come Herta Muller, che ha saputo combattere il comunismo e rovesciare Ceausescu come niente fosse; sa che l’Europa che sta nascendo è l’Europa delle patrie, e sa che s’avvicina il giorno in cui Bruxelles si tingerà dei colori di Roma; sa che il mondo tornerà ad ammirare l’arte degli italiani, dopo aver idolatrato il genio dei futuristi; sa, infine, che i suoi ideali e i suoi valori non sono mai cambiati, perché sono quelli cavallereschi che hanno attraversato il tempo.

È indispensabile saper bere: perché bere è un atto naturale, e comune, e la distinzione è tutto. Bere perchè chi si ha sete non basta: bisogna bere perché se ne ha la volontà, se ne ha lo spirito, se ne ha l’intelligenza. Giorni fa è planato sulle nostre scrivanie questo ricco Manuale della Birra (Gribaudo, 288 pp, euro 25,00), corredato da 400 immagini a colori, e sfogliando e interiorizzandolo abbiamo meditato. È un manuale equilibrato, né destro né sinistro (come il povero Luigi Bartolini: “Destro mai, neppur sinistro / seppi, volli, esser mai. / Tu lo sai, Signor; per questo / io da tutti ne buscai”), iniezione di intelligenza, vivacità e curiosità intellettuale: un must per tutti gli appassionati di grande enogastronomia, un must per tutti quelli che bevono senza saperlo, o per consolazione, o per spacconeria. Un must per chi sa che la birra non è solo acqua, malto, luppolo e lievito: così come la politica non è solo partecipazione, militanza e fedeltà. Un oggetto di culto per chi sa che la temperatura di servizio è tutto: è come la linea editoriale.

Lelio Bottero, il curatore, insegna: esistono le Stout (in pinta!), le Weiss, le Strong Ale, le birre d’Abbazia e quelle Trappiste; esistono i favolosi microbirrifici italiani, associati in Unionbirrai. Naturalmente, ci segnala i migliori. La birra non esiste, perché esistono “le birre”. La schiuma è fondamentale: pochissime sono le birre “piatte”, quella senza schiuma. La birra non fa ingrassare: è meno calorica di una CocaCola o di un succo di frutta, meno di una grappa o di un whisky. La birra è digestiva, antianemica e positiva per l’apparato circolatorio: come una vittoria elettorale.

Chiudiamo con qualche curiosità. La prima vera fabbrica di birra italiana venne aperta a Nizza, nel 1789; quindi, venne Spluga di Chiavenna (1840), i fratelli Luciani di Pedavena (1897), la Peroni (1946), i fratelli Caraccio a Biella, poi proprietari della Menabrea. E ancora: Cervisia a Genova, Busalla a Savignone, Poretti a Varese, Italia a Milano. Questi i pionieri segnalati da Bottero. Che aggiunge che forse non tutti sanno che “i nostri artigiani esportano con successo negli Stati Uniti apprezzate birre aromatizzate, birre acide maturate in barrique o birre di ispirazione egizia al Kamut e con resine al posto del luppolo. Il futuro sembra dunque roseo per la produzione artigianale italiana”. E tutto quel che dà lustro e onore alla nostra nazione è la gioia della destra, c’è poco da fare.

mercoledì 31 marzo 2010

VITTORIA


Renata Polverini
Governatore della Regione Lazio

lunedì 18 gennaio 2010

Effetto apple


Per noi mac fans non pasa giorno senza che ci ritroviamo a visionare i nostri siti o feed RSS preferiti che parlano del mondo della mela, ogni giorno escono decine di notizie nuove riguardanti iPhone, macbook, iSlate e tutta la gamma di prodotti col marchio apple, solo che, diciamoci tutti la verità, di cosa andiamo tutti più in cerca? DEI RUMORS!!!!
Chi di noi non ha mai cercato di carpire notizie su nuovi prodotti, chi di noi non è stato incollato al pc durante un keynote solo per sapere COSA lo zio Steve ha deciso di presentare? Ma soprattutto quante volte questi rumors si sono rivelati falsi? Innumerevoli volte, ma ogni volta hanno avuto un enorme pregio, hanno dato una scossa al mercato, hanno messo come si dice a Roma, il pepe al culo, ai vari produttori, da quando si parla di iPhone tutti i produttori hanno fatto uscire prodotti che possono finalmente chiamarsi smartphone, con schermi touch e sistemi operativi completi dentro, il macbook air ha portato le case a produrre notebook più fini e leggeri, stessa cosa hanno fatto i macbook e ora il nuovo iSlate, si cominciano già a vedere i primi prototipi di tablet sullo stile iSlate.
Molti accusano apple di essere solo fumo, essere solo costosi giocattoli, ma se un giocattolo permette di dare una mossa al mercato e fargli una volta per tutte mettere sul mercato prodotti che sono al passo con i tempi, evviva apple, il suo fumo e i suoi costosi giocattoli!!!

venerdì 8 gennaio 2010

Imperium Solis

Mi fermo e vi dico solo...

COMPRATELO!!!
Io l'ho trovato stupendo, sono stato incollato a questo libro fino all'ultima lettera e ora... aspetto il secondo volume :P

Queste oscure materie


Ok, la copertina non è questa, ma non ne ho trovata una di una grandezza decente, quindi vi metto anche quella sua + piccola :P



Lunedi mi arriva a casa, vi faccio sapere com'è! Intanto vi linko la pagina su anobii!

giovedì 7 gennaio 2010

Il simbolo perduto



Ho letto l'ultimo libro di Dan Brown... bello bello bello... non farò una recensione perché vi invito ad andare su questa pagina di anobii dove è molto più facile che troviate recensioni diverse tra di loro per farvi la giusta idea del libro. Questo il link [LINK]
Vi consiglio veramente li leggerlo e soprattutto mentre lo leggete controllate con il pc le varie cose di cui parla nel libro, vi renderà ancora più avvincente la storia e vi farà scoprire molte cose che prima non sapevate. Non per ultimo vi darà una visione del divino molto più ampia, ma questo secondo me...