mercoledì 24 dicembre 2008
martedì 16 dicembre 2008
Comprati... finalmente comprati
Finalmente l'ho comprato, non ce l'ho fatta ad aspettare e ho fatto questa spesa pazza, ho comprato sia Twilight sia New Moon...
Appena l'ho finito vi riferisco sulle mie impressioni...
giovedì 11 dicembre 2008
Film, Critiche e Riflessioni
C'è una cosa che odio, dire che lo odio, è sbagliato però, più che altro mi da un leggero fastidio, è l'essere criticato per i miei gusti. Io per mia formazione mentale non critico nessuno, o per lo meno, cerco di non criticare, ma a volte è proprio impossibile :D, quindi non capisco perché qualcuno mi debba criticare per i miei gusti, sia musicali che cinematografici.Proprio per questo ora voglio postare qui una serie di consigli alla faccia di chi mi critica :D :P
Vi consiglio di andare a vedere al cinema :
- Twilight - Film che giudico stupendo e molto intenso, ma va visto con gli occhi di uno che vede un film di quel genere, partendo dal presupposto che è "il primo di una serie".
- City of Ember - Film che sto aspettando da un bel pò, deve ancora uscire ma dai trailer e dagli spezzoni visti secondo me per gli amanti del genere può piacere molto.
- Mamma Mia - Film già uscito e ritirato dalle sale un pò di tempo fa... comunque sia prendetelo in affitto, scaricatelo, fate come volete ma vedetelo, merita veramente.
Musicalmente vi voglio consigliare:
- Lunik - Sono finalmente usciti in Italia e sono in programmazione sulle radio, richiedete le loro canzoni e visitate il sito www.lunik.com
PS: Voglio comunque bene a tutti, soprattutto a chi mi critica.
mercoledì 10 dicembre 2008
Twilight

Definiamolo in una sola parola: STUPENDO!!!!
E' una storia che sta a metà tra il fantasy e il romantico. La storia è incentrata sui due protagonisti Edward e Isabella, che al di là di ogni realtà (lui è un vampiro) decidono di amarsi e instaurare una storia, con varie peripezie e situazioni nel fra tempo.
Primo sicuramente di una serie, lo trovo stupendo anche per la tecnica che assomiglia molto a quella dei telefilm, chi è amante dei telefilm stile Buffy non può certamente esentarsi dal vederlo.
Io lo consiglio vivamente a tutti...
sabato 6 dicembre 2008
To boldly go where no man has gone before

These are the voyages of the Starship, Enterprise
Its 5 year mission
To explore strange new worlds
To seek out new life and new civilizations
To boldly go where no man has gone before
LO FAREMO MAI?
Ricominciamo...
Come diceva una famosa canzone, RICOMINCIAMO.
Le elezioni sono passate o per lo meno, sono in standby, perchè nell'anno venturo ce ne saranno altre, che ci vedranno partecipi come sempre.
Come sono andate queste, per la lista nel migliore dei modi, siamo 3° lista dell'ateneo più grande d'Europa, abbiamo un consigliere in C.d.A. anche se, questi non è Cristian, ma questo non ci limiterà nella nostra lotta quotidiana, continueremo a lottare e dire SEMPRE quello che non ci va bene, andando contro anche ai poteri forti, molte volte anche sbattendo contro muri di cemento armato.
Continuiamo a lavorare, sempre e comunque. Ora facciamo vedere "chi è" Azione Universitaria.
lunedì 17 novembre 2008
Ho paura
Questo come molti avranno capito, non è un blog elettorale ne tanto meno un blog creato ad hoc per l'occasione, è un blog che racconta me stesso e quello che mi succede intorno, a volte racconta anche di più, a volte non rivelandolo ma nascondendolo, ma non è questa l'occasione di nascondere.
Di cosa ho paura? Di queste elezioni, ma non solo, è una paura che nasce da lontano, da qualche anno a questa parte, situazioni che pensavo poter gestire tutto a un tratto mi sono trovato a perderle di mano, mi sono trovato a gestire una situazione sempre più precaria, una cosa che pensavo mia, tutta ad un tratto non lo è più, lo so, sono molto possessivo, credo di avere il possesso delle cose mie, ma così non è.
Tutto è cominciato molto tempo fa, quando non mi hanno rinnovato la nomina a responsabile di scienze, ma ancora non mi rendevo conto di dove avrebbe portato tutto ciò, ero ancora certo di avere in mano il 90% del potere, di controllare quella parte di mondo che era mia, che doveva restare mia, poi giorno dopo giorno, ho visto un pezzo dopo l'altro sfilacciarsi i piccoli lacci che tenevano legate le assi della palizzata che proteggevano questo "regno", con alti e bassi devo ammettere, come la mia elezione a rappresentante in dipartimento di informatica, elezione sudata e meritata, con contrarietà di qualcuno a dire il vero :D, poi si è giunti a oggi, le basi si sono completamente sfaldate, sento che non ho alcuna possibilità di entrare in consiglio di facoltà, se non con qualche aiuto, che sarà molto ben accetto :D, non riesco a stare un giorno in facoltà, non riesco a organizzarmi, sento che dovrei in qualche modo aiutare anche nella protesta, cercando di dare anche il contributo della destra universitaria, invece manco quello riesco a fare, mi sento stressato, ma devo andare avanti, manca ancora molto poco e non c'è tempo per riposarsi.
So che un candidato dovrebbe farsi vedere sempre forte, senza cedimenti, ma io sono così, non posso nascondermi da quello che sono, so solo che combatterei in cdf così come ho combattuto fin ora, cercando anche di mediare quando ce n'è bisogno e se c'è bisogno sono pronto anche a andare contro situazioni come l'occupazione di chimica del 12 Novembre, anche prendendomi i rischi di palesarmi per quello che sono, un membro di Azione Universitaria Roma.
SMFN è mia, la sento come la mia seconda casa e in particolare il dipartimento di informatica, non le lascerò così facilmente, se c'è bisogno di combattere, combatterò.
Ora devo solamente trovare il tempo per andare a fare un giro nel mio dipartimento a cercare persone che vogliano supportarmi.
Ci vediamo con tutti, dal vivo, il 25 e 26 Novembre, da una persona che è sempre stato presente e mai ha pensato ai propri interessi, anzi, a volte è andato anche contro quello che lo avrebbe avvantaggiato.
mercoledì 12 novembre 2008
Elezioni Sapienza OGGI
Le elezioni alla Sapienza sono state rimandate.
Perchè?
Sono state rimandate, perché potevano votare solamente un terzo del reale corpo elettorale, commettendo una grave ingiustizia verso il normale andamento democratico.
A che giorno sono state rimandate?
Sono state rimandate al 25 e 26 Novembre 2008
Cos'è successo oggi?
Oggi doveva essere una giornata come le altre, poi:
io mi ero recato in presidenza perchè volevo che nella nostra facoltà si procedesse comunque al normale svolgimento di elezioni, perché pensavo che la natura delle elezioni nella nostra facoltà, permettesse un normale svolgimento, se non fosse che... chimica nella notte è stata occupata e sprangata.
Si, occupata e sprangata, quindi nessuno studente poteva entrare e dunque andare a lezione, anche perché gli stessi professori non potevano entrare nella facoltà, un fatto gravissimo, che è stato gestito ancora peggio dai professori e in primis dal direttore del dipartimento Prof. Laganà e in secundis dal preside di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Prof. Elvidio Lupia Palmieri.
Il primo non è stato capace di prendere una posizione netta contro l'occupazione, si è limitato ad assecondare gli uni e gli altri, indicendo un "assemblea" in cui si è votato se fermare le lezioni 2 ore al giorno oppure fermarle per 3 giorni alla settimana, di fatto, come PROIBIRE agli studenti di fare lezione.
Il preside invece si è limitato a non fare nulla, con la scusa che lui non ha potere, che è limitato e che comunque sia perdere 3 settimane di lezione, non è nulla rispetto ai danni (secondo lui) che farà la 133, posizione che IO contrasto apertamente.
Fatto sta che oggi il dipartimento di chimica è stato chiuso fino alle 12:00 e il NEC è stato chiuso tutta oggi, non permettendo a molti corsi di laurea che lì hanno le aule di fare lezione.
Io non sono contro la protesta e ne tanto meno contro chi è a favore, ma non tollero che si limiti il diritto allo studio degli studenti.
sabato 8 novembre 2008
Elezioni Sapienza 2008
Siamo nuovamente in periodo di elezioni all'Università la Sapienza, si vota il 12 e 13 Novembre, presso i seggi ubicati le proprie facoltà.
Azione Universitaria quest'anno ha il simbolo che sopra vedete e si presenta con il nome "Azione Universitaria per la Libertà".
I nostri candidati sono:
ALICATA Cristian al Consiglio di Amministrazione
CUDA Irina al Senato Accademico
MARSILI Michele al C.U.S.
IACONA Pamela al LazioDISU
Io sono candidato in consiglio di Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, per votarmi basta scrivere Nicolò Risitano sulla scheda che non riporta simboli.
ACCORRETE TUTTI A VOTARE!!!!
Azione Universitaria quest'anno ha il simbolo che sopra vedete e si presenta con il nome "Azione Universitaria per la Libertà".
I nostri candidati sono:
ALICATA Cristian al Consiglio di Amministrazione
CUDA Irina al Senato Accademico
MARSILI Michele al C.U.S.
IACONA Pamela al LazioDISU
Io sono candidato in consiglio di Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, per votarmi basta scrivere Nicolò Risitano sulla scheda che non riporta simboli.
ACCORRETE TUTTI A VOTARE!!!!
sabato 1 novembre 2008
Botta e Risposta sulla legge 133/08
La nuova disciplina sulle fondazioni universitarie contenuta nell’art. 16 della legge 6 agosto 2008, n. 133 rubricato “Facoltà di trasformazione in fondazione delle università”.
• LE UNIVERSITÀ SARANNO PRIVATIZZATE? NO
Con la legge 133/08 si da’ la possibilità alle università che vogliono di trasformarsi in fondazioni, cioè un’istituzione privata riconosciuta come persona giuridica, che ha a disposizione un patrimonio da destinare a determinati scopi, senza fini di lucro.
Che cosa vuol dire che hanno possibilità? Vuol dire che non è un obbligo. La trasformazione in fondazioni è vincolata a un voto a maggioranza assoluta (50% +1 dei votanti) del senato accademico e dell’approvazione del ministero dell’istruzione e delle finanze.
Cosa più importante è che la struttura di amministrazione delle università, non varierà, rimarranno quindi consigli di amministrazione, senato accademico, consigli delle singole facoltà e tutte quelle strutture in cui è presente anche una rappresentanza studentesca.
Il primo e il quattordicesimo comma dell’art. 16 recitano così:
In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.
Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.
• I FINANZIATORI PRIVATI POTRANNO TRARRE UTILI DALL’UNIVERSITÀ? NO
Utile: s.m. CO TS econ., eccedenza del totale dei ricavi sul totale dei costi di un’attività economica, di un’operazione commerciale o finanziaria; guadagno, profitto. (De Mauro)
La possibilità di trarre degli utili dai finanziamenti alle Università è, di fatto, non permessa dalla natura stessa delle fondazioni, che sono come già detto istituzioni senza scopo si lucro.
La legge prevede esplicitamente che non è ammessa in nessun modo la distribuzione di utili, questo proprio per non permettere alle aziende che penseranno di finanziare l’Università di guadagnare grazie al lavoro svolto dai ricercatori e dagli studenti.
Per rimarcare ancora di più la cosa, la legge, specifica anche che eventuali proventi derivanti dalle attività della fondazione debbano essere utilizzate solo ed esclusivamente per finanziare le attività scelte dell’Università, quindi più soldi per il mantenimento di aule, servizi agli studenti, laboratori, biblioteche, nuovi docenti e molto altro ancora.
Il quarto comma dell’art. 16 recita così:
Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
• LA LEGGE 133 ABOLISCE IL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALLE UNIVERSITÀ? NO
Dai termini ”fini perequativi” si evince che i finanziamenti pubblici diminuiranno proporzionalmente all’aumentare dei finanziamenti privati, ma è anche vero che specifica che rimane fermo il finanziamento pubblico, quindi una quota base di finanziamenti pubblici sarà sempre garantita. Quota che non sarà purtroppo fissa, per questo chiediamo l’introduzione di una quota minima garantita dallo stato di questi finanziamenti. Bisogna comunque far notare che il finanziamento da parte di privati, sarà solamente un nuovo elemento di valutazione, che affianca quelli già esistenti.
Questo sistema di redistribuzione dei fondi, è stato pensato per evitare che università meno conosciute, quindi meno oggetto di attenzione da parte dei privati, si trovino in svantaggio rispetto ad altre università, magari più famose o grandi.
Il nono comma dell’art. 16 recita così:
La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.
• LO STATO PERDERÀ IL CONTROLLO DELLE UNIVERSITÀ A FAVORE DEI PRIVATI? NO
Ogni singola Università che sceglierà di trasformarsi in fondazione, dovrà redigere un proprio statuto, questo statuto DEVE essere approvato dal ministero dell’istruzione, sarà questo statuto che potrà prevedere l’ingresso di rappresentanti delle aziende negli organi di gestione dell’università e che regolerà il loro potere.
Oltre a questo, le Università che si trasformeranno in fondazioni, saranno costantemente sottoposte al controllo della corte dei conti, che vigilerà sul bilancio e tutte quelle caratteristiche che potrebbero portare a far uscire dal controllo dello stato i conti dell’università e tra questo c’è anche la possibilità che un privato sfrutti l’università e le sue strumentazioni per scopi propri, possibilità che vorrebbe dire una perdita di soldi per lo stato.
Rimanendo fermo il finanziamento pubblico, il potere di decisione delle imprese sarà strettamente limitato.
Il sesto, il nono e l’undicesimo comma dell’art. 16 recitano così:
Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
La nuova disciplina sull’avicendamento dei professori universitari contenuta nell’art. 66 della legge 6 agosto 2008, n. 133 rubricata “Turn over”
• CI SARA’ UN REALE RIDIMENSIONAMENTO DEL CORPO DOCENTE E PIU’ IN GENERALE DELLE DOTAZIONI ORGANICHE? SI ma…
Su questo punto bisogna spiegare bene qual è l’attuale situazione dell’Università Italiana; Università nella quale grazie all’autonomia e alla riforma del 3+2 c’è stato un incremento del numero di corsi e di cattedre totalmente fuori da ogni criterio che possa avere una seppur minima logicità, esistono corsi che sono seguiti da uno studente soltanto, interi corsi di laurea con non più di dieci iscritti, facoltà doppie che esistono solamente per accontentare qualche professore barone. Situazione, che ha portato a una triplicazione dei costi dell’Università e che a oggi si è riuscita a portare verso una soluzione con la riforma dell’università la legge 270/04, che obbliga le università a eliminare questi corsi di laurea e queste cattedre, inutili e dispendiose. Questo naturalmente ha portato a un abbattimento della richiesta di docenti da parte delle università, abbattimento che la legge ha cercato di regolare, per evitare che professori baroni continuino ad assumere senza nessuna logica di fabbisogno.
Il primo, il terzo, il settimo e nono comma dell’art. 66 recitano così:
1. Le amministrazioni di cui al presente articolo provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento delle assunzioni previste dal presente decreto.
3. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
7. Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
9. Per l'anno 2012, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
• E’ VERO CHE CI SARANNO DEI NOTEVOLI TAGLI AL FINANZIAMENTO PUBBLICO? SI ma…
Come abbiamo già detto prima, le precedenti riforme dell’Università (prima con i requisiti minimi introdotti dal decreto Moratti e in seguito con la legge 270/04, cioè il nuovissimo ordinamento, da Mussi) hanno portato a una diminuzione della richiesta e del fabbisogno del corpo docente, questa diminuzione è stata accompagnata a un diminuzione dei Fondo di Finanziamento Ordinario che lo stato dà alle università.
Cos’è il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO)? E’ il fondo statale con il quale sono pagati i nostri professori e i servizi primari, cioè acqua, luce e gas. Non sono fondi che sono indirizzati alla ricerca, né a servizi come laboratori, aule studio e biblioteche.
Bisogna anche dire, che questi tagli andrebbero meglio contestualizzati, ovviamente in quei casi in cui ci sono sprechi.
Il tredicesimo comma dell’art. 66 recita così:
13. Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all'articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma e' compreso, per l'anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l'anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.
• VERRANNO TAGLIATI FONDI ALLA RICERCA? NO
La legge finanziaria 133/08 non taglia fondi alla ricerca, crea invece una fondazione statale, chiamata “Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia”, che avrà lo scopo di promuovere progetti di ricerca di eccellenza e innovativi, cosi da premiare quei ricercatori che con il loro lavoro portano un grande contributo alla crescita del paese.
Oltretutto bisogna ricordare che l'Università non usa il Fondo di Finanziamento Ordinario per finanziare la propria ricerca, ma il FIRST (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica), che si compone di 3 parti, una dedicata all'industria, un altra alla ricerca di base e in ultima ma non meno importate la parte dell'università, il fondo PRIN.
Questo fondo il FIRST non viene minimamente intaccato ne dalla legge 133 ne tantomeno dalla finanziaria 2009.
L’art. 17 recita così:
1. Al fine di una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche volte al sostegno e all'incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza ed innovativi, ed in considerazione del sostanziale esaurimento delle finalità originariamente perseguite, a fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili, a decorrere dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI e' soppressa.
2. A decorrere dal 1° luglio 2008, le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data, ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e' disposta l'attribuzione del patrimonio storico e documentale della Fondazione IRI ad una società totalitariamente controllata dallo Stato che ne curerà la conservazione. Con il medesimo decreto potrà essere altresì disposta la successione di detta società in eventuali rapporti di lavoro in essere con la Fondazione IRI alla data di decorrenza di cui al comma 1, ovvero altri rapporti giuridici attivi o passivi che dovessero risultare incompatibili con le finalità o l'organizzazione della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
4. Le risorse acquisite dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia ai sensi del comma 3 sono destinate al finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione, sul territorio nazionale, di progetti in settori tecnologici altamente strategici e alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca di alta tecnologia localizzate presso primari centri di ricerca pubblici e privati.
5. La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia provvederà agli adempimenti di cui all'articolo 20 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318.
CONCLUSIONI
FONDAZIONI SI, CON LA GARANZIA DI UNA PERCENTUALE FISSA DI FINANZIAMENTO PUBBLICO, CHE GARANTISCA UN LIBERO DIRITTO ALLO STUDIO. DOVE IL FINANZIAMENTO PRIVATO, SOTTO IL VIGILE CONTROLLO DEGLI ORGANI DELLO STATO, SIA UNA OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO E NON UN MEZZO DI CONTROLLO DA PARTE DELLE IMPRESE.
NO AL “TURN OVER” CON CIFRE PERCENTUALI DECONTESTUALIZZATE DECISE APRIORISTICAMENTE.
SI AL “TURN OVER” CHE SEGUENDO CRITERI RAZIONALI MIRI A GARANTIRE LA SODDISFAZIONE DELLE REALI ESIGENZE DELLE UNIVERSITA’, TAGLIANDO GLI SPRECHI.
NO AI TAGLI GENERALIZZATI MA RIDISTRIBUZIONE RAZIONALE DELLE RISORSE.
SI A UNA RIFORMA STRUTTURALE DELL’UNIVERSITA’, CHE COSTRUISCA UN UNIVERSITA’ NUOVA, DOVE LA COOPERAZIONE TRA UNIVERSITA’ E MONDO DEL LAVORO SIA INCENTIVATA.
CHIEDIAMO UN VIGILE CONTROLLO SUGLI STATUTI DELLE UNIVERSITA’ CHE SCEGLIERANNO DI DIVENTARE FONDAZIONI DA PARTE DEL MINISTERO, PER GARANTIRE UNA GIUSTA RAPPRESENTATIVITA’ DEL CORPO STUDENTESCO NEGLI ORGANI DELL’UNIVERSITA’ E UN LIMITATO POTERE DELLE AZIENDE FINANZIATRICI.
AZIONE UNIVERSITARIA ROMA www.azioneuniversitariaroma.org
• LE UNIVERSITÀ SARANNO PRIVATIZZATE? NO
Con la legge 133/08 si da’ la possibilità alle università che vogliono di trasformarsi in fondazioni, cioè un’istituzione privata riconosciuta come persona giuridica, che ha a disposizione un patrimonio da destinare a determinati scopi, senza fini di lucro.
Che cosa vuol dire che hanno possibilità? Vuol dire che non è un obbligo. La trasformazione in fondazioni è vincolata a un voto a maggioranza assoluta (50% +1 dei votanti) del senato accademico e dell’approvazione del ministero dell’istruzione e delle finanze.
Cosa più importante è che la struttura di amministrazione delle università, non varierà, rimarranno quindi consigli di amministrazione, senato accademico, consigli delle singole facoltà e tutte quelle strutture in cui è presente anche una rappresentanza studentesca.
Il primo e il quattordicesimo comma dell’art. 16 recitano così:
In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.
Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.
• I FINANZIATORI PRIVATI POTRANNO TRARRE UTILI DALL’UNIVERSITÀ? NO
Utile: s.m. CO TS econ., eccedenza del totale dei ricavi sul totale dei costi di un’attività economica, di un’operazione commerciale o finanziaria; guadagno, profitto. (De Mauro)
La possibilità di trarre degli utili dai finanziamenti alle Università è, di fatto, non permessa dalla natura stessa delle fondazioni, che sono come già detto istituzioni senza scopo si lucro.
La legge prevede esplicitamente che non è ammessa in nessun modo la distribuzione di utili, questo proprio per non permettere alle aziende che penseranno di finanziare l’Università di guadagnare grazie al lavoro svolto dai ricercatori e dagli studenti.
Per rimarcare ancora di più la cosa, la legge, specifica anche che eventuali proventi derivanti dalle attività della fondazione debbano essere utilizzate solo ed esclusivamente per finanziare le attività scelte dell’Università, quindi più soldi per il mantenimento di aule, servizi agli studenti, laboratori, biblioteche, nuovi docenti e molto altro ancora.
Il quarto comma dell’art. 16 recita così:
Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
• LA LEGGE 133 ABOLISCE IL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALLE UNIVERSITÀ? NO
Dai termini ”fini perequativi” si evince che i finanziamenti pubblici diminuiranno proporzionalmente all’aumentare dei finanziamenti privati, ma è anche vero che specifica che rimane fermo il finanziamento pubblico, quindi una quota base di finanziamenti pubblici sarà sempre garantita. Quota che non sarà purtroppo fissa, per questo chiediamo l’introduzione di una quota minima garantita dallo stato di questi finanziamenti. Bisogna comunque far notare che il finanziamento da parte di privati, sarà solamente un nuovo elemento di valutazione, che affianca quelli già esistenti.
Questo sistema di redistribuzione dei fondi, è stato pensato per evitare che università meno conosciute, quindi meno oggetto di attenzione da parte dei privati, si trovino in svantaggio rispetto ad altre università, magari più famose o grandi.
Il nono comma dell’art. 16 recita così:
La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.
• LO STATO PERDERÀ IL CONTROLLO DELLE UNIVERSITÀ A FAVORE DEI PRIVATI? NO
Ogni singola Università che sceglierà di trasformarsi in fondazione, dovrà redigere un proprio statuto, questo statuto DEVE essere approvato dal ministero dell’istruzione, sarà questo statuto che potrà prevedere l’ingresso di rappresentanti delle aziende negli organi di gestione dell’università e che regolerà il loro potere.
Oltre a questo, le Università che si trasformeranno in fondazioni, saranno costantemente sottoposte al controllo della corte dei conti, che vigilerà sul bilancio e tutte quelle caratteristiche che potrebbero portare a far uscire dal controllo dello stato i conti dell’università e tra questo c’è anche la possibilità che un privato sfrutti l’università e le sue strumentazioni per scopi propri, possibilità che vorrebbe dire una perdita di soldi per lo stato.
Rimanendo fermo il finanziamento pubblico, il potere di decisione delle imprese sarà strettamente limitato.
Il sesto, il nono e l’undicesimo comma dell’art. 16 recitano così:
Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
La nuova disciplina sull’avicendamento dei professori universitari contenuta nell’art. 66 della legge 6 agosto 2008, n. 133 rubricata “Turn over”
• CI SARA’ UN REALE RIDIMENSIONAMENTO DEL CORPO DOCENTE E PIU’ IN GENERALE DELLE DOTAZIONI ORGANICHE? SI ma…
Su questo punto bisogna spiegare bene qual è l’attuale situazione dell’Università Italiana; Università nella quale grazie all’autonomia e alla riforma del 3+2 c’è stato un incremento del numero di corsi e di cattedre totalmente fuori da ogni criterio che possa avere una seppur minima logicità, esistono corsi che sono seguiti da uno studente soltanto, interi corsi di laurea con non più di dieci iscritti, facoltà doppie che esistono solamente per accontentare qualche professore barone. Situazione, che ha portato a una triplicazione dei costi dell’Università e che a oggi si è riuscita a portare verso una soluzione con la riforma dell’università la legge 270/04, che obbliga le università a eliminare questi corsi di laurea e queste cattedre, inutili e dispendiose. Questo naturalmente ha portato a un abbattimento della richiesta di docenti da parte delle università, abbattimento che la legge ha cercato di regolare, per evitare che professori baroni continuino ad assumere senza nessuna logica di fabbisogno.
Il primo, il terzo, il settimo e nono comma dell’art. 66 recitano così:
1. Le amministrazioni di cui al presente articolo provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento delle assunzioni previste dal presente decreto.
3. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
7. Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
9. Per l'anno 2012, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
• E’ VERO CHE CI SARANNO DEI NOTEVOLI TAGLI AL FINANZIAMENTO PUBBLICO? SI ma…
Come abbiamo già detto prima, le precedenti riforme dell’Università (prima con i requisiti minimi introdotti dal decreto Moratti e in seguito con la legge 270/04, cioè il nuovissimo ordinamento, da Mussi) hanno portato a una diminuzione della richiesta e del fabbisogno del corpo docente, questa diminuzione è stata accompagnata a un diminuzione dei Fondo di Finanziamento Ordinario che lo stato dà alle università.
Cos’è il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO)? E’ il fondo statale con il quale sono pagati i nostri professori e i servizi primari, cioè acqua, luce e gas. Non sono fondi che sono indirizzati alla ricerca, né a servizi come laboratori, aule studio e biblioteche.
Bisogna anche dire, che questi tagli andrebbero meglio contestualizzati, ovviamente in quei casi in cui ci sono sprechi.
Il tredicesimo comma dell’art. 66 recita così:
13. Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all'articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma e' compreso, per l'anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l'anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.
• VERRANNO TAGLIATI FONDI ALLA RICERCA? NO
La legge finanziaria 133/08 non taglia fondi alla ricerca, crea invece una fondazione statale, chiamata “Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia”, che avrà lo scopo di promuovere progetti di ricerca di eccellenza e innovativi, cosi da premiare quei ricercatori che con il loro lavoro portano un grande contributo alla crescita del paese.
Oltretutto bisogna ricordare che l'Università non usa il Fondo di Finanziamento Ordinario per finanziare la propria ricerca, ma il FIRST (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica), che si compone di 3 parti, una dedicata all'industria, un altra alla ricerca di base e in ultima ma non meno importate la parte dell'università, il fondo PRIN.
Questo fondo il FIRST non viene minimamente intaccato ne dalla legge 133 ne tantomeno dalla finanziaria 2009.
L’art. 17 recita così:
1. Al fine di una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche volte al sostegno e all'incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza ed innovativi, ed in considerazione del sostanziale esaurimento delle finalità originariamente perseguite, a fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili, a decorrere dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI e' soppressa.
2. A decorrere dal 1° luglio 2008, le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data, ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e' disposta l'attribuzione del patrimonio storico e documentale della Fondazione IRI ad una società totalitariamente controllata dallo Stato che ne curerà la conservazione. Con il medesimo decreto potrà essere altresì disposta la successione di detta società in eventuali rapporti di lavoro in essere con la Fondazione IRI alla data di decorrenza di cui al comma 1, ovvero altri rapporti giuridici attivi o passivi che dovessero risultare incompatibili con le finalità o l'organizzazione della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
4. Le risorse acquisite dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia ai sensi del comma 3 sono destinate al finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione, sul territorio nazionale, di progetti in settori tecnologici altamente strategici e alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca di alta tecnologia localizzate presso primari centri di ricerca pubblici e privati.
5. La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia provvederà agli adempimenti di cui all'articolo 20 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318.
CONCLUSIONI
FONDAZIONI SI, CON LA GARANZIA DI UNA PERCENTUALE FISSA DI FINANZIAMENTO PUBBLICO, CHE GARANTISCA UN LIBERO DIRITTO ALLO STUDIO. DOVE IL FINANZIAMENTO PRIVATO, SOTTO IL VIGILE CONTROLLO DEGLI ORGANI DELLO STATO, SIA UNA OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO E NON UN MEZZO DI CONTROLLO DA PARTE DELLE IMPRESE.
NO AL “TURN OVER” CON CIFRE PERCENTUALI DECONTESTUALIZZATE DECISE APRIORISTICAMENTE.
SI AL “TURN OVER” CHE SEGUENDO CRITERI RAZIONALI MIRI A GARANTIRE LA SODDISFAZIONE DELLE REALI ESIGENZE DELLE UNIVERSITA’, TAGLIANDO GLI SPRECHI.
NO AI TAGLI GENERALIZZATI MA RIDISTRIBUZIONE RAZIONALE DELLE RISORSE.
SI A UNA RIFORMA STRUTTURALE DELL’UNIVERSITA’, CHE COSTRUISCA UN UNIVERSITA’ NUOVA, DOVE LA COOPERAZIONE TRA UNIVERSITA’ E MONDO DEL LAVORO SIA INCENTIVATA.
CHIEDIAMO UN VIGILE CONTROLLO SUGLI STATUTI DELLE UNIVERSITA’ CHE SCEGLIERANNO DI DIVENTARE FONDAZIONI DA PARTE DEL MINISTERO, PER GARANTIRE UNA GIUSTA RAPPRESENTATIVITA’ DEL CORPO STUDENTESCO NEGLI ORGANI DELL’UNIVERSITA’ E UN LIMITATO POTERE DELLE AZIENDE FINANZIATRICI.
AZIONE UNIVERSITARIA ROMA www.azioneuniversitariaroma.org
martedì 21 ottobre 2008
domenica 19 ottobre 2008
Era tanto che non mi succedeva.
Era tanto che non mi succedeva, ma mi sono emozionato veramente sentendo una canzone, trattenevo a stento le lacrime cercando di non parlare mentre la ascoltavo, ma non pensavo che mi facesse questo effetto. Forse ho bisogno di emozioni. Ultimamente sono in cerca di emozioni, come se mi mancasse qualcosa, non so, non che mi manchi nulla, ma qualche vera emozione nuova, cose che non ho mai provato, potrebbe aprirmi nuovi orizzonti, ad oggi, non ancora esplorati dalla mia mente.
venerdì 17 ottobre 2008
NO AL BLOCCO DELLA DIDATTICA!
In questi giorni nelle università si protesta per i cosidetti “drammatici tagli” al FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) che il governo avrebbe operato.
E’ ora di eliminare gli sprechi, basta a spese pazze, come i 223.200 EURO per il logo de “La Sapienza”, basta mantenere in vita corsi di laurea con 5 iscritti.
La legge 133 specifica che le Università POSSONO deliberare di diventare fondazioni, non hanno nessun obbligo di diventarlo.
Per la prima volta verranno introdotte penalità per gli atenei che hanno tasse studentesche troppo alte.
Finalmente si potrà avere una più stretta collaborazione tra Università e mondo produttivo, attraverso delle collaborazioni, permettendo agli studenti di avere la possibilità di maggiori sbocchi lavorativi.
Questo non è vero!
Infatti la finanziaria del 2006 (In pieno governo Prodi) prevedeva un FFO di 6.820.698 MILIONI di EURO, mentre quella di quest’anno lo ha alzato a 6.893.577 MILIONI di EURO, sicuramente non è abbastanza, ma non possiamo parlare di tagli.E’ ora di eliminare gli sprechi, basta a spese pazze, come i 223.200 EURO per il logo de “La Sapienza”, basta mantenere in vita corsi di laurea con 5 iscritti.
Ora basta!
Tagliamo dove bisogna tagliare,
facciamo nuovamente respirare questa università.
Tagliamo dove bisogna tagliare,
facciamo nuovamente respirare questa università.
La legge 133 specifica che le Università POSSONO deliberare di diventare fondazioni, non hanno nessun obbligo di diventarlo.
Per la prima volta verranno introdotte penalità per gli atenei che hanno tasse studentesche troppo alte.
Finalmente si potrà avere una più stretta collaborazione tra Università e mondo produttivo, attraverso delle collaborazioni, permettendo agli studenti di avere la possibilità di maggiori sbocchi lavorativi.
sabato 11 ottobre 2008
Il gruppo e il singolo
Cosa è più importante tra l'ambizione dell'individuo e la crescita di un gruppo ?
Vorrei che si rispondesse con i commenti, intanto dico la mia :D
Secondo me , di fronte alla crescita di un gruppo, l'ambizione va totalmente messa da parte, non deve praticamente esistere, nel momento in cui si fa parte di un gruppo, la crescita di quel gruppo e la crescita di te come individuo, tu sei il gruppo e il gruppo è te, un tutt'uno, una massa con forma e anima, unita e indistruttibile.
La vittoria dell'uno e la vittoria del tutti, in un gruppo ognuno è individuo e gruppo, è uno e tutti.
Ditemi la vostra.
Ciao
domenica 5 ottobre 2008
giovedì 18 settembre 2008
mercoledì 17 settembre 2008
Dire che condivido, è poco! E' il mio pensiero stesso!
Carissimi,
credo che a nessuno di voi sia sfuggito il tentativo di strumentalizzazione messo in atto sulla antica diatriba fascismo-antifascismo ai danni di Azione giovani, anche per qualche nostra ingenuità.
Ero convinta che il comportamento di migliaia di ragazzi nell’incontro con il presidente Fini ad Atreju avesse rivelato alla politica e al mondo dell’informazione qualcosa di più del nostro modo di essere e di pensare. Così non è stato. Così non si è voluto che fosse.
Ritengo dunque opportuno intervenire, anche per non essere ingiustamente attaccati in nome di cose né dette né pensate.
Non cadete nel tranello. Siamo stati e restiamo gente che crede nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza e nella giustizia.
Siamo quelli che ogni giorno consumano i migliori anni della propria gioventù per difendere questi valori, al punto che se oggi qualcuno si mettesse in testa di reprimerli – come avviene in Cina, a Cuba o in altre parti del mondo – noi li difenderemmo con la vita. Sono i valori sui quali si fonda la nostra Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo.
Certo, c'è stato anche un antifascismo "militante" in nome del quale sono stati uccisi presunti fascisti e anche antifascisti, sono stati infoibati vecchi, donne e bambini, sono stati eliminati ragazzi di sedici anni che avevano come unica colpa quella di far parte della nostra organizzazione. Certo, ancora oggi, in nome dell’antifascismo "militante" ad alcuni di noi viene impedito di andare a scuola, all’università, al cinema.
Si tratta della mia obiezione ed è la stessa di Gianfranco Fini che, ad Atreju, ha operato questa distinzione, parlando di un antifascismo democratico e uno non democratico, ovvero di una parte di questo fenomeno nei cui valori ci riconosciamo e di un'altra parte le cui gesta sono distanti anni luce dai principi nei quali crediamo (e nei quali dovrebbe credere anche l'altro antifascismo). Noi rifiutiamo ogni forma di violenza, oppressione e intolleranza.
Gianfranco Fini ha operato questa distinzione senza soffermarcisi perché voleva che il suo giudizio sul fascismo fosse chiaro, netto, definitivo. Sapeva che molti di noi sarebbero stati feriti da questo atteggiamento, ma non ha voluto blandirci come fossimo ragazzini inconsapevoli. Sapeva di avere davanti gente piena di dignità, giovane e matura nello stesso tempo. Ed è quello che siamo.
E allora guai a offrire pretesti a una sinistra terrorizzata dall'impossibilità di utilizzare ancora contro di noi quella carta jolly rappresentata dall'accusa di fascismo. Guai a farci mettere ancora sotto accusa da chi, per storia, ha decisamente poche lezioni da offrire. Così da poter essere finalmente noi a chiedere conto del perché, ancora oggi, non una parola di solidarietà venga spesa dai sedicenti democratici quando i ragazzi di Ag vengono aggrediti o le loro sedi date alle fiamme.
E adesso, per favore, basta.
Basta con questa storia del fascismo e dell’antifascismo. Mi rivolgo a tutti, dentro e fuori da Azione Giovani, dentro e fuori da An, dal Pdl, da Montecitorio, dalla politica italiana intera. Pietà! Siamo nati a ridosso degli anni ’80 e ’90, siamo tutti protesi anima, cuore e testa nel nuovo millennio. Dobbiamo respingere insieme questo tentativo di rinchiudere quella meravigliosa gioventù che svolgeva poche ore fa la più grande manifestazione giovanile d’Italia in uno spazio angusto di quasi cento anni or sono. Ragazzi, stiamo vincendo e questo non va giù a una sinistra sempre più priva di risposte concrete e suggestioni efficaci. Che ha completamente perso il contatto con la nostra generazione e ora cerca di costringerci all’interno di una galera civile per evitare che il nostro amore possa continuare a contagiare altri giovani italiani.
Non ne posso più di parlare di fascismo e antifascismo, e non intendo farlo ancora. Voglio fare altro, occuparmi di questo presente e di questo futuro. Come ognuno di voi, voglio fare politica nell’Italia di oggi, per dare una speranza all’Italia di domani.
Tutto il resto è noia.
Ero convinta che il comportamento di migliaia di ragazzi nell’incontro con il presidente Fini ad Atreju avesse rivelato alla politica e al mondo dell’informazione qualcosa di più del nostro modo di essere e di pensare. Così non è stato. Così non si è voluto che fosse.
Ritengo dunque opportuno intervenire, anche per non essere ingiustamente attaccati in nome di cose né dette né pensate.
Non cadete nel tranello. Siamo stati e restiamo gente che crede nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza e nella giustizia.
Siamo quelli che ogni giorno consumano i migliori anni della propria gioventù per difendere questi valori, al punto che se oggi qualcuno si mettesse in testa di reprimerli – come avviene in Cina, a Cuba o in altre parti del mondo – noi li difenderemmo con la vita. Sono i valori sui quali si fonda la nostra Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo.
Certo, c'è stato anche un antifascismo "militante" in nome del quale sono stati uccisi presunti fascisti e anche antifascisti, sono stati infoibati vecchi, donne e bambini, sono stati eliminati ragazzi di sedici anni che avevano come unica colpa quella di far parte della nostra organizzazione. Certo, ancora oggi, in nome dell’antifascismo "militante" ad alcuni di noi viene impedito di andare a scuola, all’università, al cinema.
Si tratta della mia obiezione ed è la stessa di Gianfranco Fini che, ad Atreju, ha operato questa distinzione, parlando di un antifascismo democratico e uno non democratico, ovvero di una parte di questo fenomeno nei cui valori ci riconosciamo e di un'altra parte le cui gesta sono distanti anni luce dai principi nei quali crediamo (e nei quali dovrebbe credere anche l'altro antifascismo). Noi rifiutiamo ogni forma di violenza, oppressione e intolleranza.
Gianfranco Fini ha operato questa distinzione senza soffermarcisi perché voleva che il suo giudizio sul fascismo fosse chiaro, netto, definitivo. Sapeva che molti di noi sarebbero stati feriti da questo atteggiamento, ma non ha voluto blandirci come fossimo ragazzini inconsapevoli. Sapeva di avere davanti gente piena di dignità, giovane e matura nello stesso tempo. Ed è quello che siamo.
E allora guai a offrire pretesti a una sinistra terrorizzata dall'impossibilità di utilizzare ancora contro di noi quella carta jolly rappresentata dall'accusa di fascismo. Guai a farci mettere ancora sotto accusa da chi, per storia, ha decisamente poche lezioni da offrire. Così da poter essere finalmente noi a chiedere conto del perché, ancora oggi, non una parola di solidarietà venga spesa dai sedicenti democratici quando i ragazzi di Ag vengono aggrediti o le loro sedi date alle fiamme.
E adesso, per favore, basta.
Basta con questa storia del fascismo e dell’antifascismo. Mi rivolgo a tutti, dentro e fuori da Azione Giovani, dentro e fuori da An, dal Pdl, da Montecitorio, dalla politica italiana intera. Pietà! Siamo nati a ridosso degli anni ’80 e ’90, siamo tutti protesi anima, cuore e testa nel nuovo millennio. Dobbiamo respingere insieme questo tentativo di rinchiudere quella meravigliosa gioventù che svolgeva poche ore fa la più grande manifestazione giovanile d’Italia in uno spazio angusto di quasi cento anni or sono. Ragazzi, stiamo vincendo e questo non va giù a una sinistra sempre più priva di risposte concrete e suggestioni efficaci. Che ha completamente perso il contatto con la nostra generazione e ora cerca di costringerci all’interno di una galera civile per evitare che il nostro amore possa continuare a contagiare altri giovani italiani.
Non ne posso più di parlare di fascismo e antifascismo, e non intendo farlo ancora. Voglio fare altro, occuparmi di questo presente e di questo futuro. Come ognuno di voi, voglio fare politica nell’Italia di oggi, per dare una speranza all’Italia di domani.
Tutto il resto è noia.
Giorgia Meloni
domenica 14 settembre 2008
Atreju 2008
E' Finito.
Anche quest'anno è finito Atreju, la festa nazionale di Azione Giovani che ogni anno riunisce a Roma migliaia di giovani da tutta italia si è conclusa al meglio.
Sono stati 4 giorni tra i più intensi della mia vita, conferenze, musica, concerti, giochi, mostre, ospiti illustri, come ad esempio il presidente del consiglio Silvio Berlusconi a cui ho dato personalmente la mano, il presidente della camera Gianfranco Fini (che anche questa volta ci farà stare male per un mese intero), il ministro Brunetta e tantissimi altri.
Io sono stato allo stand di Azione Universitaria, quest'anno più ricco e divertente che mai, con la nostra caccia al tesoro e la nostra costante partecipazione allo stand, con le nostre nuove e vecchie campagne aggregative, con le nostre iniziative nell'università e non sono, ma non è mancata una partecipazione attiva alla manifestazione partecipando al servizio d'ordine e a molte altre cose.
Anche quest'anno Atreju è stata l'occasione per portare avanti le nostre alcune delle nostri tesi politiche, un occasione per parlare anche di ciò che è un pò scomodo e per farsi conoscere come una realtà viva e attiva e non come molti pensano dei servi al servizio della politica, cosa che noi non siamo, anzi.
Da oggi, comincia il nuovo anno politico, comincia una nuova avventura.
Cosa ho imparato quest'anno ad Atreju? Dal mio punto di vista quest'anno ho vissuto questi quattro giorni in modo molto diverso, non so perchè ma negli anni precedenti la vivevo in modo molto chiuso, non ho ricordi esaltanti degli anni precedenti, anzi ricordo poco e niente in effetti, invece di quest'anno credo che terro bei ricordi, l'ho vissuta molto più intensamente, molto più apertamente, anche nei confronti degli altri gruppi e di persone che conoscevo per la prima volta, oltretutto mi sono imparato a salutare sempre le persone che conosco quando non le vedo da un pò, cosa che prima avevo come timore a fare, non mi chiedete perchè, non lo so, forse sono solo semplicemente scemo... Ho anche imparato che se uno ha delle certezze assolute, a volte bastano due parole per stravolgerle completamente, ma dipende quanto sono radicate in se per stravolgerle realmente :D.
Continuiamo cosi, per un nuovo anno ricco, in cui la destra giovanile deve assumere un ruolo da protagonista nella scena politica italiana.
In alto i cuori.
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