mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale


Buon Natale
Soprattutto agli amici di Somma e agli amici dell'LSLug

martedì 16 dicembre 2008

Comprati... finalmente comprati

 
Finalmente l'ho comprato, non ce l'ho fatta ad aspettare e ho fatto questa spesa pazza, ho comprato sia Twilight sia New Moon...
Appena l'ho finito vi riferisco sulle mie impressioni...

giovedì 11 dicembre 2008

Film, Critiche e Riflessioni

C'è una cosa che odio, dire che lo odio, è sbagliato però, più che altro mi da un leggero fastidio, è l'essere criticato per i miei gusti. Io per mia formazione mentale non critico nessuno, o per lo meno, cerco di non criticare, ma a volte è proprio impossibile :D, quindi non capisco perché qualcuno mi debba criticare per i miei gusti, sia musicali che cinematografici.

Proprio per questo ora voglio postare qui una serie di consigli alla faccia di chi mi critica :D :P
Vi consiglio di andare a vedere al cinema :
  • Twilight - Film che giudico stupendo e molto intenso, ma va visto con gli occhi di uno che vede un film di quel genere, partendo dal presupposto che è "il primo di una serie".
  • City of Ember - Film che sto aspettando da un bel pò, deve ancora uscire ma dai trailer e dagli spezzoni visti secondo me per gli amanti del genere può piacere molto.
  • Mamma Mia - Film già uscito e ritirato dalle sale un pò di tempo fa... comunque sia prendetelo in affitto, scaricatelo, fate come volete ma vedetelo, merita veramente.
Musicalmente vi voglio consigliare:
  • Lunik - Sono finalmente usciti in Italia e sono in programmazione sulle radio, richiedete le loro canzoni e visitate il sito www.lunik.com

PS: Voglio comunque bene a tutti, soprattutto a chi mi critica.

mercoledì 10 dicembre 2008

Twilight


Definiamolo in una sola parola: STUPENDO!!!!
E' una storia che sta a metà tra il fantasy e il romantico. La storia è incentrata sui due protagonisti Edward e Isabella, che al di là di ogni realtà (lui è un vampiro) decidono di amarsi e instaurare una storia, con varie peripezie e situazioni nel fra tempo.
Primo sicuramente di una serie, lo trovo stupendo anche per la tecnica che assomiglia molto a quella dei telefilm, chi è amante dei telefilm stile Buffy non può certamente esentarsi dal vederlo.
Io lo consiglio vivamente a tutti...

sabato 6 dicembre 2008

To boldly go where no man has gone before


Space: The final frontier
These are the voyages of the Starship, Enterprise
Its 5 year mission
To explore strange new worlds
To seek out new life and new civilizations
To boldly go where no man has gone before

LO FAREMO MAI?

Giorgia Meloni a "Le Invasioni Barbariche"

Ricominciamo...

Come diceva una famosa canzone, RICOMINCIAMO.
Le elezioni sono passate o per lo meno, sono in standby, perchè nell'anno venturo ce ne saranno altre, che ci vedranno partecipi come sempre.
Come sono andate queste, per la lista nel migliore dei modi, siamo 3° lista dell'ateneo più grande d'Europa, abbiamo un consigliere in C.d.A. anche se, questi non è Cristian, ma questo non ci limiterà nella nostra lotta quotidiana, continueremo a lottare e dire SEMPRE quello che non ci va bene, andando contro anche ai poteri forti, molte volte anche sbattendo contro muri di cemento armato.
Continuiamo a lavorare, sempre e comunque. Ora facciamo vedere "chi è" Azione Universitaria.

lunedì 17 novembre 2008

Ho paura

Questo come molti avranno capito, non è un blog elettorale ne tanto meno un blog creato ad hoc per l'occasione, è un blog che racconta me stesso e quello che mi succede intorno, a volte racconta anche di più, a volte non rivelandolo ma nascondendolo, ma non è questa l'occasione di nascondere.
Di cosa ho paura? Di queste elezioni, ma non solo, è una paura che nasce da lontano, da qualche anno a questa parte, situazioni che pensavo poter gestire tutto a un tratto mi sono trovato a perderle di mano, mi sono trovato a gestire una situazione sempre più precaria, una cosa che pensavo mia, tutta ad un tratto non lo è più, lo so, sono molto possessivo, credo di avere il possesso delle cose mie, ma così non è.
Tutto è cominciato molto tempo fa, quando non mi hanno rinnovato la nomina a responsabile di scienze, ma ancora non mi rendevo conto di dove avrebbe portato tutto ciò, ero ancora certo di avere in mano il 90% del potere, di controllare quella parte di mondo che era mia, che doveva restare mia, poi giorno dopo giorno, ho visto un pezzo dopo l'altro sfilacciarsi i piccoli lacci che tenevano legate le assi della palizzata che proteggevano questo "regno", con alti e bassi devo ammettere, come la mia elezione a rappresentante in dipartimento di informatica, elezione sudata e meritata, con contrarietà di qualcuno a dire il vero :D, poi si è giunti a oggi, le basi si sono completamente sfaldate, sento che non ho alcuna possibilità di entrare in consiglio di facoltà, se non con qualche aiuto, che sarà molto ben accetto :D, non riesco a stare un giorno in facoltà, non riesco a organizzarmi, sento che dovrei in qualche modo aiutare anche nella protesta, cercando di dare anche il contributo della destra universitaria, invece manco quello riesco a fare, mi sento stressato, ma devo andare avanti, manca ancora molto poco e non c'è tempo per riposarsi.
So che un candidato dovrebbe farsi vedere sempre forte, senza cedimenti, ma io sono così, non posso nascondermi da quello che sono, so solo che combatterei in cdf così come ho combattuto fin ora, cercando anche di mediare quando ce n'è bisogno e se c'è bisogno sono pronto anche a andare contro situazioni come l'occupazione di chimica del 12 Novembre, anche prendendomi i rischi di palesarmi per quello che sono, un membro di Azione Universitaria Roma.
SMFN è mia, la sento come la mia seconda casa e in particolare il dipartimento di informatica, non le lascerò così facilmente, se c'è bisogno di combattere, combatterò.
Ora devo solamente trovare il tempo per andare a fare un giro nel mio dipartimento a cercare persone che vogliano supportarmi.
Ci vediamo con tutti, dal vivo, il 25 e 26 Novembre, da una persona che è sempre stato presente e mai ha pensato ai propri interessi, anzi, a volte è andato anche contro quello che lo avrebbe avvantaggiato.

mercoledì 12 novembre 2008

Elezioni Sapienza OGGI

Le elezioni alla Sapienza sono state rimandate.


Perchè?
Sono state rimandate, perché potevano votare solamente un terzo del reale corpo elettorale, commettendo una grave ingiustizia verso il normale andamento democratico.


A che giorno sono state rimandate?
Sono state rimandate al 25 e 26 Novembre 2008


Cos'è successo oggi?
Oggi doveva essere una giornata come le altre, poi:
io mi ero recato in presidenza perchè volevo che nella nostra facoltà si procedesse comunque al normale svolgimento di elezioni, perché pensavo che la natura delle elezioni nella nostra facoltà, permettesse un normale svolgimento, se non fosse che... chimica nella notte è stata occupata e sprangata.
Si, occupata e sprangata, quindi nessuno studente poteva entrare e dunque andare a lezione, anche perché gli stessi professori non potevano entrare nella facoltà, un fatto gravissimo, che è stato gestito ancora peggio dai professori e in primis dal direttore del dipartimento Prof. Laganà e in secundis dal preside di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Prof. Elvidio Lupia Palmieri.
Il primo non è stato capace di prendere una posizione netta contro l'occupazione, si è limitato ad assecondare gli uni e gli altri, indicendo un "assemblea" in cui si è votato se fermare le lezioni 2 ore al giorno oppure fermarle per 3 giorni alla settimana, di fatto, come PROIBIRE agli studenti di fare lezione.
Il preside invece si è limitato a non fare nulla, con la scusa che lui non ha potere, che è limitato e che comunque sia perdere 3 settimane di lezione, non è nulla rispetto ai danni (secondo lui) che farà la 133, posizione che IO contrasto apertamente.
Fatto sta che oggi il dipartimento di chimica è stato chiuso fino alle 12:00 e il NEC è stato chiuso tutta oggi, non permettendo a molti corsi di laurea che lì hanno le aule di fare lezione.

Io non sono contro la protesta e ne tanto meno contro chi è a favore, ma non tollero che si limiti il diritto allo studio degli studenti.

sabato 8 novembre 2008

Elezioni Sapienza 2008


Siamo nuovamente in periodo di elezioni all'Università la Sapienza, si vota il 12 e 13 Novembre, presso i seggi ubicati le proprie facoltà.

Azione Universitaria quest'anno ha il simbolo che sopra vedete e si presenta con il nome "Azione Universitaria per la Libertà".

I nostri candidati sono:

ALICATA Cristian al Consiglio di Amministrazione
CUDA Irina al Senato Accademico
MARSILI Michele al C.U.S.
IACONA Pamela al LazioDISU

Io sono candidato in consiglio di Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, per votarmi basta scrivere Nicolò Risitano sulla scheda che non riporta simboli.

ACCORRETE TUTTI A VOTARE!!!!

sabato 1 novembre 2008

Botta e Risposta sulla legge 133/08

La nuova disciplina sulle fondazioni universitarie contenuta nell’art. 16 della legge 6 agosto 2008, n. 133 rubricato “Facoltà di trasformazione in fondazione delle università”.

• LE UNIVERSITÀ SARANNO PRIVATIZZATE? NO

Con la legge 133/08 si da’ la possibilità alle università che vogliono di trasformarsi in fondazioni, cioè un’istituzione privata riconosciuta come persona giuridica, che ha a disposizione un patrimonio da destinare a determinati scopi, senza fini di lucro.
Che cosa vuol dire che hanno possibilità? Vuol dire che non è un obbligo. La trasformazione in fondazioni è vincolata a un voto a maggioranza assoluta (50% +1 dei votanti) del senato accademico e dell’approvazione del ministero dell’istruzione e delle finanze.
Cosa più importante è che la struttura di amministrazione delle università, non varierà, rimarranno quindi consigli di amministrazione, senato accademico, consigli delle singole facoltà e tutte quelle strutture in cui è presente anche una rappresentanza studentesca.

Il primo e il quattordicesimo comma dell’art. 16 recitano così:
In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.
Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.


• I FINANZIATORI PRIVATI POTRANNO TRARRE UTILI DALL’UNIVERSITÀ? NO

Utile: s.m. CO TS econ., eccedenza del totale dei ricavi sul totale dei costi di un’attività economica, di un’operazione commerciale o finanziaria; guadagno, profitto. (De Mauro)

La possibilità di trarre degli utili dai finanziamenti alle Università è, di fatto, non permessa dalla natura stessa delle fondazioni, che sono come già detto istituzioni senza scopo si lucro.
La legge prevede esplicitamente che non è ammessa in nessun modo la distribuzione di utili, questo proprio per non permettere alle aziende che penseranno di finanziare l’Università di guadagnare grazie al lavoro svolto dai ricercatori e dagli studenti.
Per rimarcare ancora di più la cosa, la legge, specifica anche che eventuali proventi derivanti dalle attività della fondazione debbano essere utilizzate solo ed esclusivamente per finanziare le attività scelte dell’Università, quindi più soldi per il mantenimento di aule, servizi agli studenti, laboratori, biblioteche, nuovi docenti e molto altro ancora.

Il quarto comma dell’art. 16 recita così:
Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.


• LA LEGGE 133 ABOLISCE IL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALLE UNIVERSITÀ? NO

Dai termini ”fini perequativi” si evince che i finanziamenti pubblici diminuiranno proporzionalmente all’aumentare dei finanziamenti privati, ma è anche vero che specifica che rimane fermo il finanziamento pubblico, quindi una quota base di finanziamenti pubblici sarà sempre garantita. Quota che non sarà purtroppo fissa, per questo chiediamo l’introduzione di una quota minima garantita dallo stato di questi finanziamenti. Bisogna comunque far notare che il finanziamento da parte di privati, sarà solamente un nuovo elemento di valutazione, che affianca quelli già esistenti.

Questo sistema di redistribuzione dei fondi, è stato pensato per evitare che università meno conosciute, quindi meno oggetto di attenzione da parte dei privati, si trovino in svantaggio rispetto ad altre università, magari più famose o grandi.

Il nono comma dell’art. 16 recita così:
La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

• LO STATO PERDERÀ IL CONTROLLO DELLE UNIVERSITÀ A FAVORE DEI PRIVATI? NO

Ogni singola Università che sceglierà di trasformarsi in fondazione, dovrà redigere un proprio statuto, questo statuto DEVE essere approvato dal ministero dell’istruzione, sarà questo statuto che potrà prevedere l’ingresso di rappresentanti delle aziende negli organi di gestione dell’università e che regolerà il loro potere.

Oltre a questo, le Università che si trasformeranno in fondazioni, saranno costantemente sottoposte al controllo della corte dei conti, che vigilerà sul bilancio e tutte quelle caratteristiche che potrebbero portare a far uscire dal controllo dello stato i conti dell’università e tra questo c’è anche la possibilità che un privato sfrutti l’università e le sue strumentazioni per scopi propri, possibilità che vorrebbe dire una perdita di soldi per lo stato.

Rimanendo fermo il finanziamento pubblico, il potere di decisione delle imprese sarà strettamente limitato.

Il sesto, il nono e l’undicesimo comma dell’art. 16 recitano così:
Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.


La nuova disciplina sull’avicendamento dei professori universitari contenuta nell’art. 66 della legge 6 agosto 2008, n. 133 rubricata “Turn over”

• CI SARA’ UN REALE RIDIMENSIONAMENTO DEL CORPO DOCENTE E PIU’ IN GENERALE DELLE DOTAZIONI ORGANICHE? SI ma…

Su questo punto bisogna spiegare bene qual è l’attuale situazione dell’Università Italiana; Università nella quale grazie all’autonomia e alla riforma del 3+2 c’è stato un incremento del numero di corsi e di cattedre totalmente fuori da ogni criterio che possa avere una seppur minima logicità, esistono corsi che sono seguiti da uno studente soltanto, interi corsi di laurea con non più di dieci iscritti, facoltà doppie che esistono solamente per accontentare qualche professore barone. Situazione, che ha portato a una triplicazione dei costi dell’Università e che a oggi si è riuscita a portare verso una soluzione con la riforma dell’università la legge 270/04, che obbliga le università a eliminare questi corsi di laurea e queste cattedre, inutili e dispendiose. Questo naturalmente ha portato a un abbattimento della richiesta di docenti da parte delle università, abbattimento che la legge ha cercato di regolare, per evitare che professori baroni continuino ad assumere senza nessuna logica di fabbisogno.

Il primo, il terzo, il settimo e nono comma dell’art. 66 recitano così:
1. Le amministrazioni di cui al presente articolo provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento delle assunzioni previste dal presente decreto.
3. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
7. Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
9. Per l'anno 2012, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.

• E’ VERO CHE CI SARANNO DEI NOTEVOLI TAGLI AL FINANZIAMENTO PUBBLICO? SI ma…

Come abbiamo già detto prima, le precedenti riforme dell’Università (prima con i requisiti minimi introdotti dal decreto Moratti e in seguito con la legge 270/04, cioè il nuovissimo ordinamento, da Mussi) hanno portato a una diminuzione della richiesta e del fabbisogno del corpo docente, questa diminuzione è stata accompagnata a un diminuzione dei Fondo di Finanziamento Ordinario che lo stato dà alle università.
Cos’è il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO)? E’ il fondo statale con il quale sono pagati i nostri professori e i servizi primari, cioè acqua, luce e gas. Non sono fondi che sono indirizzati alla ricerca, né a servizi come laboratori, aule studio e biblioteche.
Bisogna anche dire, che questi tagli andrebbero meglio contestualizzati, ovviamente in quei casi in cui ci sono sprechi.

Il tredicesimo comma dell’art. 66 recita così:
13. Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all'articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma e' compreso, per l'anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l'anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.

• VERRANNO TAGLIATI FONDI ALLA RICERCA? NO

La legge finanziaria 133/08 non taglia fondi alla ricerca, crea invece una fondazione statale, chiamata “Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia”, che avrà lo scopo di promuovere progetti di ricerca di eccellenza e innovativi, cosi da premiare quei ricercatori che con il loro lavoro portano un grande contributo alla crescita del paese.

Oltretutto bisogna ricordare che l'Università non usa il Fondo di Finanziamento Ordinario per finanziare la propria ricerca, ma il FIRST (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica), che si compone di 3 parti, una dedicata all'industria, un altra alla ricerca di base e in ultima ma non meno importate la parte dell'università, il fondo PRIN.
Questo fondo il FIRST non viene minimamente intaccato ne dalla legge 133 ne tantomeno dalla finanziaria 2009.

L’art. 17 recita così:
1. Al fine di una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche volte al sostegno e all'incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza ed innovativi, ed in considerazione del sostanziale esaurimento delle finalità originariamente perseguite, a fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili, a decorrere dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI e' soppressa.
2. A decorrere dal 1° luglio 2008, le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data, ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e' disposta l'attribuzione del patrimonio storico e documentale della Fondazione IRI ad una società totalitariamente controllata dallo Stato che ne curerà la conservazione. Con il medesimo decreto potrà essere altresì disposta la successione di detta società in eventuali rapporti di lavoro in essere con la Fondazione IRI alla data di decorrenza di cui al comma 1, ovvero altri rapporti giuridici attivi o passivi che dovessero risultare incompatibili con le finalità o l'organizzazione della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
4. Le risorse acquisite dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia ai sensi del comma 3 sono destinate al finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione, sul territorio nazionale, di progetti in settori tecnologici altamente strategici e alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca di alta tecnologia localizzate presso primari centri di ricerca pubblici e privati.
5. La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia provvederà agli adempimenti di cui all'articolo 20 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318.

CONCLUSIONI

FONDAZIONI SI, CON LA GARANZIA DI UNA PERCENTUALE FISSA DI FINANZIAMENTO PUBBLICO, CHE GARANTISCA UN LIBERO DIRITTO ALLO STUDIO. DOVE IL FINANZIAMENTO PRIVATO, SOTTO IL VIGILE CONTROLLO DEGLI ORGANI DELLO STATO, SIA UNA OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO E NON UN MEZZO DI CONTROLLO DA PARTE DELLE IMPRESE.

NO AL “TURN OVER” CON CIFRE PERCENTUALI DECONTESTUALIZZATE DECISE APRIORISTICAMENTE.

SI AL “TURN OVER” CHE SEGUENDO CRITERI RAZIONALI MIRI A GARANTIRE LA SODDISFAZIONE DELLE REALI ESIGENZE DELLE UNIVERSITA’, TAGLIANDO GLI SPRECHI.

NO AI TAGLI GENERALIZZATI MA RIDISTRIBUZIONE RAZIONALE DELLE RISORSE.
SI A UNA RIFORMA STRUTTURALE DELL’UNIVERSITA’, CHE COSTRUISCA UN UNIVERSITA’ NUOVA, DOVE LA COOPERAZIONE TRA UNIVERSITA’ E MONDO DEL LAVORO SIA INCENTIVATA.

CHIEDIAMO UN VIGILE CONTROLLO SUGLI STATUTI DELLE UNIVERSITA’ CHE SCEGLIERANNO DI DIVENTARE FONDAZIONI DA PARTE DEL MINISTERO, PER GARANTIRE UNA GIUSTA RAPPRESENTATIVITA’ DEL CORPO STUDENTESCO NEGLI ORGANI DELL’UNIVERSITA’ E UN LIMITATO POTERE DELLE AZIENDE FINANZIATRICI.

AZIONE UNIVERSITARIA ROMA www.azioneuniversitariaroma.org

Sei sicuro di conoscere la legge 133/08?

martedì 21 ottobre 2008

Consiglio musicale #12


Aly & Aj - No One

domenica 19 ottobre 2008

Era tanto che non mi succedeva.


Era tanto che non mi succedeva, ma mi sono emozionato veramente sentendo una canzone, trattenevo a stento le lacrime cercando di non parlare mentre la ascoltavo, ma non pensavo che mi facesse questo effetto. Forse ho bisogno di emozioni. Ultimamente sono in cerca di emozioni, come se mi mancasse qualcosa, non so, non che mi manchi nulla, ma qualche vera emozione nuova, cose che non ho mai provato, potrebbe aprirmi nuovi orizzonti, ad oggi, non ancora esplorati dalla mia mente.

venerdì 17 ottobre 2008

NO AL BLOCCO DELLA DIDATTICA!

Siamo stufi di bugie!
In questi giorni nelle università si protesta per i cosidetti “drammatici tagli” al FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) che il governo avrebbe operato.
Questo non è vero!
Infatti la finanziaria del 2006 (In pieno governo Prodi) prevedeva un FFO di 6.820.698 MILIONI di EURO, mentre quella di quest’anno lo ha alzato a 6.893.577 MILIONI di EURO, sicuramente non è abbastanza, ma non possiamo parlare di tagli.

E’ ora di eliminare gli sprechi, basta a spese pazze, come i 223.200 EURO per il logo de “La Sapienza”, basta mantenere in vita corsi di laurea con 5 iscritti.

Ora basta!
Tagliamo dove bisogna tagliare,
facciamo nuovamente respirare questa università.

La legge 133 specifica che le Università POSSONO deliberare di diventare fondazioni, non hanno nessun obbligo di diventarlo.
Per la prima volta verranno introdotte penalità per gli atenei che hanno tasse studentesche troppo alte.
Finalmente si potrà avere una più stretta collaborazione tra Università e mondo produttivo, attraverso delle collaborazioni, permettendo agli studenti di avere la possibilità di maggiori sbocchi lavorativi.

sabato 11 ottobre 2008

Il gruppo e il singolo

Cosa è più importante tra l'ambizione dell'individuo e la crescita di un gruppo ?

Vorrei che si rispondesse con i commenti, intanto dico la mia :D

Secondo me , di fronte alla crescita di un gruppo, l'ambizione va totalmente messa da parte, non deve praticamente esistere, nel momento in cui si fa parte di un gruppo, la crescita di quel gruppo e la crescita di te come individuo, tu sei il gruppo e il gruppo è te, un tutt'uno, una massa con forma e anima, unita e indistruttibile.

La vittoria dell'uno e la vittoria del tutti, in un gruppo ognuno è individuo e gruppo, è uno e tutti.

Ditemi la vostra.

Ciao

domenica 5 ottobre 2008

Consiglio Musicale #11


Never Alone - Barlow Girl

giovedì 18 settembre 2008

Consiglio musicale #10


Hannah Montana - True Friend Music Video

mercoledì 17 settembre 2008

Dire che condivido, è poco! E' il mio pensiero stesso!

Carissimi,
credo che a nessuno di voi sia sfuggito il tentativo di strumentalizzazione messo in atto sulla antica diatriba fascismo-antifascismo ai danni di Azione giovani, anche per qualche nostra ingenuità.
Ero convinta che il comportamento di migliaia di ragazzi nell’incontro con il presidente Fini ad Atreju avesse rivelato alla politica e al mondo dell’informazione qualcosa di più del nostro modo di essere e di pensare. Così non è stato. Così non si è voluto che fosse.
Ritengo dunque opportuno intervenire, anche per non essere ingiustamente attaccati in nome di cose né dette né pensate.
Non cadete nel tranello. Siamo stati e restiamo gente che crede nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza e nella giustizia.
Siamo quelli che ogni giorno consumano i migliori anni della propria gioventù per difendere questi valori, al punto che se oggi qualcuno si mettesse in testa di reprimerli – come avviene in Cina, a Cuba o in altre parti del mondo – noi li difenderemmo con la vita. Sono i valori sui quali si fonda la nostra Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo.
Certo, c'è stato anche un antifascismo "militante" in nome del quale sono stati uccisi presunti fascisti e anche antifascisti, sono stati infoibati vecchi, donne e bambini, sono stati eliminati ragazzi di sedici anni che avevano come unica colpa quella di far parte della nostra organizzazione. Certo, ancora oggi, in nome dell’antifascismo "militante" ad alcuni di noi viene impedito di andare a scuola, all’università, al cinema.
Si tratta della mia obiezione ed è la stessa di Gianfranco Fini che, ad Atreju, ha operato questa distinzione, parlando di un antifascismo democratico e uno non democratico, ovvero di una parte di questo fenomeno nei cui valori ci riconosciamo e di un'altra parte le cui gesta sono distanti anni luce dai principi nei quali crediamo (e nei quali dovrebbe credere anche l'altro antifascismo). Noi rifiutiamo ogni forma di violenza, oppressione e intolleranza.
Gianfranco Fini ha operato questa distinzione senza soffermarcisi perché voleva che il suo giudizio sul fascismo fosse chiaro, netto, definitivo. Sapeva che molti di noi sarebbero stati feriti da questo atteggiamento, ma non ha voluto blandirci come fossimo ragazzini inconsapevoli. Sapeva di avere davanti gente piena di dignità, giovane e matura nello stesso tempo. Ed è quello che siamo.
E allora guai a offrire pretesti a una sinistra terrorizzata dall'impossibilità di utilizzare ancora contro di noi quella carta jolly rappresentata dall'accusa di fascismo. Guai a farci mettere ancora sotto accusa da chi, per storia, ha decisamente poche lezioni da offrire. Così da poter essere finalmente noi a chiedere conto del perché, ancora oggi, non una parola di solidarietà venga spesa dai sedicenti democratici quando i ragazzi di Ag vengono aggrediti o le loro sedi date alle fiamme.
E adesso, per favore, basta.
Basta con questa storia del fascismo e dell’antifascismo. Mi rivolgo a tutti, dentro e fuori da Azione Giovani, dentro e fuori da An, dal Pdl, da Montecitorio, dalla politica italiana intera. Pietà! Siamo nati a ridosso degli anni ’80 e ’90, siamo tutti protesi anima, cuore e testa nel nuovo millennio. Dobbiamo respingere insieme questo tentativo di rinchiudere quella meravigliosa gioventù che svolgeva poche ore fa la più grande manifestazione giovanile d’Italia in uno spazio angusto di quasi cento anni or sono. Ragazzi, stiamo vincendo e questo non va giù a una sinistra sempre più priva di risposte concrete e suggestioni efficaci. Che ha completamente perso il contatto con la nostra generazione e ora cerca di costringerci all’interno di una galera civile per evitare che il nostro amore possa continuare a contagiare altri giovani italiani.
Non ne posso più di parlare di fascismo e antifascismo, e non intendo farlo ancora. Voglio fare altro, occuparmi di questo presente e di questo futuro. Come ognuno di voi, voglio fare politica nell’Italia di oggi, per dare una speranza all’Italia di domani.
Tutto il resto è noia.
                                                       Giorgia Meloni

domenica 14 settembre 2008

Atreju 2008

E' Finito.
Anche quest'anno è finito Atreju, la festa nazionale di Azione Giovani che ogni anno riunisce a Roma migliaia di giovani da tutta italia si è conclusa al meglio.
Sono stati 4 giorni tra i più intensi della mia vita, conferenze, musica, concerti, giochi, mostre, ospiti illustri, come ad esempio il presidente del consiglio Silvio Berlusconi a cui ho dato personalmente la mano, il presidente della camera Gianfranco Fini (che anche questa volta ci farà stare male per un mese intero), il ministro Brunetta e tantissimi altri.
Io sono stato allo stand di Azione Universitaria, quest'anno più ricco e divertente che mai, con la nostra caccia al tesoro e la nostra costante partecipazione allo stand, con le nostre nuove e vecchie campagne aggregative, con le nostre iniziative nell'università e non sono, ma non è mancata una partecipazione attiva alla manifestazione partecipando al servizio d'ordine e a molte altre cose.
Anche quest'anno Atreju è stata l'occasione per portare avanti le nostre alcune delle nostri tesi politiche, un occasione per parlare anche di ciò che è un pò scomodo e per farsi conoscere come una realtà viva e attiva e non come molti pensano dei servi al servizio della politica, cosa che noi non siamo, anzi.
Da oggi, comincia il nuovo anno politico, comincia una nuova avventura.
Cosa ho imparato quest'anno ad Atreju?  Dal mio punto di vista quest'anno ho vissuto questi quattro giorni in modo molto diverso, non so perchè ma negli anni precedenti la vivevo in modo molto chiuso, non ho ricordi esaltanti degli anni precedenti, anzi ricordo poco e niente in effetti, invece di quest'anno credo che terro bei ricordi, l'ho vissuta molto più intensamente, molto più apertamente,  anche nei confronti degli altri gruppi e di persone che conoscevo per la prima volta, oltretutto mi sono imparato a salutare sempre le persone che conosco quando non le vedo da un pò, cosa che prima avevo come timore a fare, non mi chiedete perchè, non lo so, forse sono solo semplicemente scemo... Ho anche imparato che se uno ha delle certezze assolute, a volte bastano due parole per stravolgerle completamente,  ma dipende quanto sono radicate in se per stravolgerle realmente :D.
Continuiamo cosi, per un nuovo anno ricco, in cui la destra giovanile deve assumere un ruolo da protagonista nella scena politica italiana.
In alto i cuori.

martedì 9 settembre 2008

Agricoltura HOT

Ho preso su ebay questi semini del peperoncino più piccante al mondo, sono 10 semi di Bhut Jolokia e 10 semi di Dorset Naga.
Prevedo già che sarà complesso farli crescere, speriamo in una buona riuscita...
A nuove news...

giovedì 4 settembre 2008

Consiglio musicale #9


This Is the Life - Hannah Montana

Consiglio musicale #8


Lunik -_- Most Beautiful Song

mercoledì 3 settembre 2008

Consiglio musicale #7


Hilary Duff - Beat of My Heart

domenica 31 agosto 2008

Gli standard

La cosa bella degli standard e' che ce ne sono cosi' tanti tra cui scegliere...
-- Andrew S. Tanenbaum

sabato 30 agosto 2008

Festa delle birre

Oggi sono stato a Cervara di Roma, anzi sarebbe meglio dire, ci sono capitato e sapendo che li siteneva la Festa delle Birre ci sono andato, ora come festa faceva un pò pena, ma avevano tre birre del birrificio del borgo:
3 Ottime birre, che dire! ma se dovessi dare un punteggio al primo posto metterei la duchessa col suo sapore morbido e non amaro, al secondo la ReAle col suo color ambrato e al terzo la Cortigiana con il suo retrogusto amarognolo.
Se passate per Borgorose oppure per uno dei rivenditori qui a Roma (e in italia), assaggiatele... è difficile trovarle, ma quel che troverete vale la ricerca...
Saluti

PS: Grazie a Cronache di Birra per la segnalazione.

venerdì 29 agosto 2008

Aslan

Mi piaceva questa foto del leone Aslan e l'ho messa qua... spero vi piaccia.

Domanda

Trovata nei fortune, ma in effetti chi sa rispondermi?

Se e' vero che un gatto cade sempre sulle zampe e una fetta di pane cade sempre dal lato imburrato per terra, che succede se un gatto cade con una fetta di pane legata sulla schiena con il burro in alto?
-- Mauro Helmer Citterich

giovedì 28 agosto 2008

Il Principe Caspian

Sono andato al cinema a vedere Il Principe Caspian, il nuovo capito della saga di Narnia, sapevo già come andava a finire avendo letto il libro (l'ho letto molto tempo fa e se vi dovessi dire se il film rispetta fedelmente il libro non saprei farlo), è stato veramente bello, appassionante, fa capire quanto Lewiss e Tolkien fossero strettamente legati tra loro, di fatto hanno creato due mondi molto simili e secondo me per i bambini può essere anche di molto insegnamento, soprattutto alla fine quando si dice che ne Susan ne Peter potranno più tornare a Narnia, perchè loro oramai grandi, hanno imparato quello che c'era da imparare la e ora dovevano vivere la loro vita, nel loro mondo.
Qui riporto anche il mio biglietto..
 
Consiglio : Andate a vederlo, soprattutto se avete visto il primo.

mercoledì 27 agosto 2008

Consiglio musicale #6

lunedì 25 agosto 2008

Consiglio Musicale #5


Kellie Pickler - Red High Heels

domenica 24 agosto 2008

Wait... reboot

E anche l'estate è finita.

E' quasi arrivato settembre, le giornate si sono irrimediabilmente accorciate e fra non molto ricomincerà anche l'università.

Programmi per l'inverno? Per ora pochi, tra cui finire il lavoro che sto facendo e organizzare il linuxday roma 2008. Non da meno fare esami (anzi lo metterei al primo posto) e partecipare se ci riesco ad alcuni eventi barcampisti d'Italia, tra cui il RomeCamp, inoltre c'è Atreju 2008 la festa nazionale di Azione Giovani.

Spero che il nuovo inverno porti buone cose, già l'anno che è passato è stato denso di emozioni e novità, un nuovo corso sta per essere intrapreso, io adoro l'inverno.

A presto

venerdì 22 agosto 2008

Consiglio musicale #4

Purtroppo non posso includere il video youtube per problemi di diritto d'autore, cmq ecco il link http://www.youtube.com/watch?v=9eJajkqdONM

venerdì 15 agosto 2008

I miei nonni: 50 anni di matrimonio

Consiglio musicale #3


Aly & Aj : Do you believe in magic?

venerdì 8 agosto 2008

Consiglio musicale #2

Consiglio musicale

mercoledì 6 agosto 2008

Sono 2 giorni che sto in fissa

JailBreak Tolto

Con l'uscita dell'agiornamento 2.0.1 ho deciso di togliere il jailbreak, di fatto non mi ha al momento portato nulla di nuovo rispetto all'ipod senza jailbreak, il numero di applicazioni è ancora ridicolo, e uno molti dei software che usavo non sono ancora stati portati, tipo summerboard (di cui utilizzo solamente la funzione che mi permette di vedere un immagine di sfondo dietro le icone). Per quanto riguarda i due giochetti come Crask Bandicoat Nitro Kart 3D e Super Monkay Ball, belli, divertenti tutto quello che ve pare, ma il primo troppo corto, il secondo troppo difficile, e cmq ci giocavo poco e niente. Aspetterò che il pacco software si sia rimpinzato e poi ci rifarò un pensierino...
Ho scaricato last.fm da app store... crasha!!!! MA PORC*!!! CONTROLLATELI STI SOFTWARE PRIMA DI ACCETTARLI!!!!!!!!!!!!!! meno male che è gratuito altrimenti me sentivano...
ciao

lunedì 4 agosto 2008

Apple... serietà

Quando si dice la serietà...
Il mac mini G4 di mia sorella tutto ad un tratto ha cessato di vivere, non si accendeva più, che fare? Portarlo al centro assistenza, e dove? Naturalmente a Roma Est, il centro assistenza dell'Apple Store, prendo appuntamento online, in pochi semplici click riesco a scegliere orario e giorno e detto giorno mi presento li, mi guardano il pc, notano subito che il pc era stato precedentemente aperto, ed infatti lo era stato da un altro
centro assistenza alcuni anni or sono, lo hanno notato subito perchè non era stato richiuso bene... io subito mi sono stupito, io non me ne ero accorto in anni che ce l'ho a casa, ma loro se ci lavorano hanno l'occhio più clinico del mio, me lo guardano me lo rigirano e danno varie possibilità di guasto, il peggiore era se ci fosse stato un danno alla scheda logica, il migliore un problema all'alimentatore, mi dicono che male che vada mi fanno il backup dei dati e me lo riconsegnano, dicendomi che cambiare la scheda logica mi verrebbe a costare quanto comprarlo nuovo, in effetti mi è venuto 500€ all'epoca, circa 3 anni fa... non conviene affatto :D, a questo punto me ne vado, mi dicono un paio di giorni quindi vado tranquillo e rilassato, il giorno dopo non mi richiamano? era già riparato, tempistica eccezionale, se volevo avrei già potuto ritirarlo nella giornata di ieri, invece ho preferito prendermela con più calma, in fondo mica me lo rubbavano, e il tutto mi è venuto il semplice costo dell'alimentatore, 58€... e questo perchè oramai non più in garanzia... Quando si vede la serietà, qualsiasi altro negozio o società, anche con un problema cosi scemo ti avrebbero fatto cmq ricomprare l'intero pc...
Apple vuol dire serietà

domenica 3 agosto 2008

Giuseppe Garibaldi, chi era costui? La domanda sembra ...

Questo articolo è preso da IL TEMPO.it mi è sembrato molto interessante e l'ho voluto mettere qui.

Giuseppe Garibaldi, chi era costui? La domanda sembra rincorrersi di tanto in tanto sui libri di storia, oltre che nella polemica politica. Era Garibaldi per dirne una il ritratto di lui sui manifesti del Fronte cosiddetto popolare nelle elezioni del 1948? Non pare, e fece bene Guareschi a dipingere su quel volto dei baffoni alla Stalin, a significare che dietro alle sinistre c'era lo spietato oppressore di popoli e paesi dell'Europa dell'est (e a ben guardare della Russia stessa).

E chi era, cosa rappresentò la figura di Garibaldi nel quadro di quel processo risorgimentale che si concluse con l'unità dello Stivale? Un eroe di certo, ma anche un personaggio non semplice da classificare. Un condottiero, un uomo d'arme, non privo però di intelligenza politica, si vedano in sequenza la serie di «obbedisco» dette ai Savoia.
Nel Sud non fu un oppressore, piuttosto un liberatore, si rammenti l'entusiasmo col quale i picciotti siciliani accorsero a combattere sotto la sua bandiera, magari in odio al centralismo di Napoli. Il regno dei Borboni non era - non soltanto - quell'insieme di vizi e di degradazione di cui parla una certa storiografia, di parte e savoiarda. Ma di sicuro era minato nel profondo, più un regno virtuale che reale, non si capirebbero altrimenti i successi - fulminei quanto meno in Sicilia - di una spedizione di appena mille uomini, straordinariamente motivati da chi li comandava, e tuttavia non armati al livello dell'esercito borbonico.
E comprenderlo al di là della pagine buie che non mancarono, come la dura - e vergognosa - repressione di Bronte contro una insurrezione contadina, dai contorni ancora nel presente non bene definiti. Non c'è dubbio, poi, che al di fuori del caso-Sicilia il Risorgimento italiano sia stato più un fenomeno di elites che di massa, anche se questo probabilmente è un po' il caso di tutte le avventure della storia. Ma in assoluto non una «impostura» (nella dizione Bossi-Lombardo), un aggettivo talmente fuori luogo da motivare non poche reazioni, fra cui quella di Stefania Craxi che ha voluto rammentare al capo dei «lumbard» come Garibaldi, e con lui parecchi patrioti risorgimentali fossero degli «eroi del Nord» ,cioè gente di casa sua. Stefania Craxi parla avendo avuto alle spalle un padre - Bettino - accanito collezionista di cimeli garibaldini.
Insomma una buona fonte. Ci consenta di aggiungere che Garibaldi fu soprattutto un eroe italiano, non catturabile cioè al Nord oppure al Sud. Una conferma? Intanto il suo carteggio, specie le lettere dall'America, dove parla di un popolo italiano, che egli definisce «bello, buono, e generoso», degno di un migliore destino (chi scrive ne conserva una di queste lettere, frutto di un ritrovamento casuale, e se Stefania Craxi lo desidera gliene può fare avere la fotocopia). E ancora perché ebbe, nizzardo di origine, miglior destino al Sud più che al Nord della Penisola: La Sicilia lo amò, come si ama un santo, Napoli lo accolse in delirio, quando vi entrò da liberatore, avendo accanto a se Mazzini. Ed era un popolo che al momento non faceva distinzione fra la gente del Nord e quella del Sud.
Ci furono le statue che ogni municipalità meridionale fece a gara ad erigergli. Quanto al Nord basterebbe citare la freddezza con la quale Vittorio Emanuele II a Teano accolse l'uomo che gli aveva appena regalato un regno, quello delle due Sicilie, la cessione di Nizza alla Francia che ne fece, sono parole sue: «no straniero in patria», o ancora la fucilata dell'Aspromonte per dire che Garibaldi al Nord fu tutto fuorché un profeta, quanto meno nel Piemonte savoiardo. E' fuor di dubbio che in seguito non tutto filò liscio nei rapporti con il Meridione unificato. Ma questa è una vicenda che appartiene ai Savoia, non a Garibaldi.

sabato 2 agosto 2008

Immortalità

Io sono sempre stato attratto dall'idea di immortalita, ho sempre credito nel bisogno dell'uomo di divenire essere non più limitato da quella ché San Francesco definiva sorella nostra, cioè la morte, ho passato varie fasi, all'inizio ero ossessionato da quella ché è l'immortalita corporale, cioè vivere su questa terra per sempre ( anche se la parola "per sempre" effettivamente potrebbe risultare qualcosa di difficilmente comprensibile dalla mosta mente ), capendo dopo lunghe riflessioni quanto effettivamente possa essere controproducente per l'intera razza umana, successivamente ho cercato di capire, cercare di spiegarmi l'immortalità dell'anima, più fedi religiose su questo pianeta parlano, credono nell'immortalità dell'anima, credono in una vita oltre la morte, io non credo nell'aldilà come ci viene raccontato, o per lo meno non credo che sia come lo rappresentano, credo che l'immortalità uno se la crea durante la propria vita, con le proprie opere. Ora, perchè ho intrapreso questo discorso, è tutto dovuto alla giornata del primo agosto, giorno in cui molti anni fa morì una persona ché non ho mai avuto il piacere di conoscere, una persona ché in questi anni di militanza politica ho avuto l'occasione di sentire nominata tantissime volte, in vari contesti, in molte situazioni mi è stato detto "se ci fosse lui oggi sarebbe un altra cosa" ne ho sentito parlare durante i racconti di varie cose successe in passato, e sentendone così tanto parlare mi dispiace ad oggi non averlo conosciuto. Proprio ieri nel giorno del ricordo della morte, mentre sentivo i ricordi delle persone ché lo hanno conosciuto sono giunto alla conclusione ché lui ha realmente raggiunto l'immortalità, la sua presenza è rimasta viva e si è trasmessa nelle generazioni, attimi di vita comune, momenti, instanti rimasti impressi nelle pieghe del tempo, immutabili, opere ché continueranno ad essere portate avanti da chi ancora per qualche tempo starà guadagnandosi la sua immortalita.
Noi ci stiamo guadagnando la nostra immortalità? 

venerdì 1 agosto 2008

Diritto d'autore? Quale?

Unc, You Tube minaccia comunicazione
Social network pongono questione tutela copyright
(ANSA) - ROMA, 31 LUG - 'La minaccia alla liberta' della rete, dopo la denuncia di Mediaset nei confronti di You Tube, lede la liberta' di comunicazione'. E' il commento di Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori. 'Internet - spiega - e' nato come mezzo di condivisione, alla cui base risiede il diritto fondamentale della liberta' di comunicazione. Ma l'ascesa inarrestabile della rete e dei social network come You Tube pone la questione della tutela del copyright'.

Voglio partire da questo articolo apparso oggi sul'ansa, per parlare di diritto d'autore.
Io questo discorso lo intrapresi anche molto tempo fa, tempo in cui cercai di occuparmi dell'introduzione in italia del fair use, battaglia che non ho fermato, in quanto per me, passo obbligatorio se si crede seriamente nel futuro dei giovani di questa nazione, se si crede nella condivisione del sapere e non si voglia che le università diventino il posto dove professori obblighino i propri studenti a comprare il proprio libro e cosi guadagnare alle spalle della conoscenza, quando il loro unico scopo dovrebbe essere la salvaguardia e la diffusione di questa. Ora riprendo questo discorso per via dei continui attacchi, che i cosiddetti paladini del diritto d'autore, portano alla rete, dicendo che la rete lede il diritto d'autore, che bisogna (si proprio cosi dicono), limitare cosa può andare in rete e cosa no, con controlli che vietino anche solo di aprire un proprio blog (il precedente e maligno governo ci era quasi riuscito), controlli che permettano a solo chi dicono loro di mettere contenuti in rete, lo sapete come la chiamo io una cosa del genere ---> DITTATURA <--- , il diritto d'autore è cosa oramai superata, ma non perchè non debba essere riconosciuta la paternità di un opera, anzi, la rete da questo punto di vista aiuta (se poi a qualche artista rode il culo che qualcuno prenda la propria opera la migliori e faccia più successo di lui, vuol dire che non è un vero artista, perchè altrimenti sarebbe stato più facilmente capace di comprendere cosa voleva il proprio pubblico), ma è passato il tempo in cui gli artisti venivano pagati in base alle copie vendute, è ora che si bypassi tutta questa rottura e si risolva nell'unico metodo possibile che permetta di salvare capra è cavoli, una tassa sui diritti d'autore compresa nel canone della linea internet, questa devoluta DIRETTAMENTE IN PARTI EGUALI agli artisti in toto e non alle varie siae e parenti, un equo compenso che risolva la storica diatriba.
Internet deve essere un posto di condivisione totale, senza limiti (se non etici e legali) , dove l'unico limite deve essere la voglia di una persona di conoscere, di condividere e di vivere, e posti come facebook, youtube e simili lo sono.
Per fare un esempio sul perchè il diritto d'autore in rete sia una cazzata, pensate che su wikipedia è vietato mettere foto di monumenti perchè questi protetti da diritto d'autore, pensate la cazzata!!!!!! Wikipedia il posto dove la conoscenza collettiva ha avuto il suo apice, dove la somma di milioni di cervelli si è unita, limitata da una cazzata del genere (naturalmente solo in Italia, siamo solo noi i cazzari).
Spero di avere qualche commento a questa cosa.
Saluti

mercoledì 30 luglio 2008

La mia Firefox3 experience

Vorrei raccontarvi la mia esperienza con firefox3 e mac os x, un esperienza che a dire la verità in effetti, non esiste, perchè? Per un motivo così semplice, che più semplice non si può, non funziona!!!
Io sono sempre stato un patito degli aggiornamenti, dell'usare tutto ciò che è ultra nuovo anche se instabile, l'importante è che sia usabile, una volta ero dedito alla ricompilazione selvaggia degli svn, con tutti i problemi che questo comporta, ma a me piacciono le novità, anche se instabili :D.Ora Firefox3 dovrebbe essere una versione stabile, dovrebbe essere un browser rilasciato alle masse, tra l'altro hanno anche fatto il download day, e quindi seguendo la logica comune dovrebbe per lo meno essere stabile, ma allora, Perchè Non E' Così???? Perchè a me si blocca continuamente anche con tutti i moduli esterni disattivati? E per bloccare, intendo il significato peggiore del verbo bloccare, si pianta e comincia a macinare ram, a succhiarsela come un pompa idraulica, finche non gli do un bel KILL e allora torna tutto allo stato normale.
Qui ho pensato, un difetto di giovinezza, può succedere, testiamo la 3.0.1 FORSE, hanno risolto qualcosa, ma de che!!!! uguale stessi medesimi problemi, decido cosi di lasciare perdere e tenermi la mia bella 2.0 version. Passa più di un mese e leggo su un blog che gli sviluppatori hanno rilasciato la versione 3.1 alfa, cioè una versione ancora allo stato embrionale, qui il mio vecchio pallino si fa sentire e mi dice, vuoi vedere che finalmente mi hanno risolto questo problema? Scarico il pacchetto per OSX, lo copio sul desktop, chiudo FF2 (perchè una bella finestrella mi dice, solo una versione di firefox per volta, fosse mai, poi se se ne accorgono le budella, sai che casino), eseguo e .... stop, tempo 2 minuti e sono capo a dodici, browser bloccato e memoria che viene letteralmente risucchiata dall'idrovora.Ora mi chiedo, ma testarle le applicazioni rilasciate? Possibile che Firefox e la comunity di mozilla sia caduta cosi in basso? Spero che risolvano al più presto, perchè Firefox3 esteticamente è molto bello e ho come l'impressione (non avendo potuto provarle) che le nuove funzioni siano realmente utili.
Sperando in un futuro più roseo per il panda rosso, un saluto a tutti.

martedì 29 luglio 2008

Alcuni Screen dell'ipod

domenica 27 luglio 2008

Fate finta che il post precedente non esista

Come non detto, non ci ho rinunciato per niente e come sempre mi succede nella vita (purtroppo mai per le cose serie), quando a una cosa ci rinuncio, è la volta buona che lei viene da me, risultato, ho effettuato il jailbreak dell'iTouch, ora mi faccio una domanda: E' servito? E come ogni buona persona che si è fatta una domanda mi do' anche una risposta (un pò alla marzullo), si e no, specifichiamo, il jailbreak sul touch ha solo ed unicamente lo scopo di permettere l'installazione di applicazioni di terze parti che sull'app store non troveremo mai perchè apple non permette determinate funzioni, il problema è che in questo determinato momento il numero di applicazioni disponibili su cydia è minuscolo, se non ridicolo, siamo nell'ordine di nemmeno 10 applicazioni, praticamente sbloccare ad ora è inutile, ma tant'è oramai l'ho fatto, cmq l'errore stava tutto nel mettere il touch in modalità DFU, io lo impostavo in modalità ripristino invece di DFU.

giovedì 24 luglio 2008

Rinuncio al jailbreak

Sono giorni oramai che ci tribolo dietro, sono più di 10 volte che ripristino continuamente l'ipod senza mai riuscire a installarci sopra il firmware customizzato fatto con Pwnage 2.0, oramai ci rinuncio, rimango con le bellissime applicazioni del solo app store, rinunciando si a summerboard, all'applicazione per disattivare la correzione automatica e a molte altre applicazioni che apple non inserirà mai nel suo store :( sono triste.
Forse quando uscirà Ziphone proverò nuovamente a effettuare il jailbreak.
Altra pecca che ho scoperto sul mac è legata agli update di ilife 2008, dopo gli update iPhoto mi si bloccata, ho provato a cancellare (spostare :D) la libreria immagini, ma nulla, alla fine ho dovuto cancellare le preferenze di iPhoto e ora tutto funziona, non me lo sarei mai aspettato un problema del genere da casa apple... male male male... non è che ci stiamo microsoftizzando??? Spero di no.

mercoledì 9 luglio 2008

Part of your world

sabato 5 luglio 2008

Consorso per vincere un MacBook Air

Sto partecipando a questo concorso per tentare di vincere questo gioiellino, è veramente un bel oggettino da possedere, volesse la fortuna aiutarmi???

L'Air ha le seguenti caratteristiche:

  • Processore Intel Core 2 Duo 1,6 GHz
  • 2GB di memoria
  • Disco rigido PATA da 80GB a 4200 giri/min1
  • Wi-Fi 802.11n2 e Bluetooth 2.1+EDR integrati
Non c'è male vero?
Risparmiare

giovedì 3 luglio 2008

Ballmer Peak

Veramente splendida questa vignetta, ne trovate molte altre qui:  http://xkcd.com/323/

iPhone 3G

Sul sito di vodafone ho trovato alcune informazioni abbastanza interessanti, tipo che l'iPhone potrà essere usato come modem, c'è scritto chiaramente come da foto, ora mi chiedo? qualè sarà il loro contratto???? Le tariffe di TIM sono state rese pubbliche, e con 5GB di traffico dati al mese, nella versione extralusso da 200 piotte al mese, di fatto, se usato attraverso un pc per navigare, non ci facciamo nulla di nulla, ora cosa farà vodafone? 3 ha fatto uscire una tariffa per un suo telefonino che se non erro prevede traffico dati illimitato, saremo fortunati da vedere anche in Italia una tariffa simile per iPhone? Altra cosa interessante è la mancanza di MMS... ora... chi ha mai usato attivamente gli mms alzi la mano!!, io no... ma questo non vuol dire che sarà impossibile mandare mms tramite iPhone, vuol dire che ci sarà un applicazione scaricabile da app store che permetterà di mandarli, come già esiste per le versioni unlock, dovè il problema, questione di un click. Vedremo l'evolversi della situazione in futuro, io aspetto fiducioso l'11 luglio, anche per aggiornare il mio touch a osx 2.0 :D ciao

martedì 24 giugno 2008

Marta la Cornacchia

giovedì 19 giugno 2008

Esperienze di Birra

Torno a parlare della mia esperienza nel fare la birra in casa, al momento attuale sono a 3 qualità diverse di birra realizzate, una bionda lagher, una nera Stout e un altra bionda european lagher (diversa dalla prima), ora mi è arrivata una india pale ale, che da più fonti ho letto come un ottima birra, devo solamente realizzarla ora, facendola fermentare e imbottigliandola.

Fare la birra non è molto complesso per ora, con le miscele di malti preparati, per ora mi sono affidato ai malti coopers, ai malti morgan's e john bull master class, per ora sto utilizzando i preparati per capire come è più semplice lavorare e capire le differenze tra le birre, ad esempio ho già capito che per fare la fermentazione non si può usare lo zucchero di canna, in quanto non frutta come lo zucchero bianco, ho capito che il tempo minimo per assaggiare qualunque birra dall'imbottigliamento è un mese, prima non riesce a ottenere tutti gli aromi nel modo giusto, rimane dolciastra e piatta se aperta prima.
Contate che la prima imbottigliatura è stata completamente finita, ce la siamo bevuta tutta, ed era ottima, ora ho a riposare la nera e la seconda bionda, fra 2 settimane potrò fare il primo assaggio della stout , perchè sarà passato esattamente un mese, spero che l'uso dello zucchero di canna non l'abbia rovinata, ma credo di no, è venuta solamente meno gradazione alcolica, ma per il resto sembra non aver influito, forse sicuramente un pò sull'aroma, ma essendo una stout non so... staremo a vedere, forse domenica creo la IPA, cosi che per intorno al 20 di luglio sarà pronta per berla.
Ora che ho imparato, penso che per ottobre farò un mega acquisto, prendendo + birre, e realizzandole a ruota, cosi che in estate saranno decisamente più mature e pronte per essere bevute.
Il passo successivo saranno le all-grain, ma per ora ancora non mi sento molto pronto per questo passo :D

venerdì 13 giugno 2008

Un mondo in Drag&Drop

mercoledì 4 giugno 2008

Enchanted

lunedì 2 giugno 2008

Bruciano gli Universal Studios



Si sta perdendo un pezzo della storia del cinema internazionale, spero che i master di grandi capolavori si siano salvati.

venerdì 30 maggio 2008

Chi è democratico?

Sapienza, preside minacciato
e sequestrato dai collettivi


L'intervento della polizia. Pescosolido: «Temo per i miei figli»

ROMA — «Ci hanno di fatto sequestrato per almeno venti minuti. Lì fuori erano più di un centinaio, tutti dei Collettivi di sinistra. Non potevamo uscire. Poi hanno cercato di sfondare la porta prendendola a calci. Gridavano: "Dimettiti o ti mandiamo via noi", "Non ti faremo più insegnare", "Non potrai più mettere piede qui"». La voce di Guido Pescosolido, docente di Storia moderna e da sette anni preside della facoltà di Lettere all'università romana de «La Sapienza», non tradisce emozioni: «Sa, in sette anni di presidenza ho fatto il callo un po' a tutto. Ma questo episodio è oggettivamente gravissimo. Non mi è mai capitato di essere assediato in presidenza, con due segretarie e il collega Vittorio Vidotto, e di dover uscire scortato da venti poliziotti in borghese... »

Cosa farà, ora, professore? «La situazione sta diventando insostenibile. Sto valutando il da farsi con la mia famiglia». Ovvero, pensa davvero alle dimissioni? «Non escludo alcuna decisione nei prossimi giorni. Anche perché temo per la libertà di insegnamento e la stessa vita democratica della facoltà. Alcuni colleghi, per esempio Lucetta Scaraffia, mi hanno segnalato casi in cui gruppi dei Comitati hanno tentato di far sospendere le lezioni o di imporre una discussione su fascismo e antifascismo. Se si comincia con questi metodi, mi pare obbligatorio aprire una riflessione approfondita e molto seria su quanto sta accadendo alla facoltà di Lettere».

In sette anni Pescosolido insomma ha «fatto il callo». Ma un sequestro, no: non l'aveva mai visto né vissuto. Così come non gli era mai capitato (il fatto risale a mercoledì mattina, quando era stata organizzata una prima manifestazione anti-Pescosolido davanti alla presidenza della facoltà) di sentirsi toccare la spalla e di ascoltare una voce che gli chiedesse «senti, preside, ma quanti figli hai?». L'atmosfera a Lettere è inscandescente, dopo l'autorizzazione rilasciata il 14 maggio dal preside al convegno sulle foibe: gli scontri di via De Lollis martedì, i tre arresti domiciliari di due giovani di Forza Nuova e di uno studente dei Comitati, le manifestazioni dei Comitati a Lettere prima mercoledì e poi ieri mattina. Chiarisce Pescosolido: «Avevo scritto lunedì al prorettore vicario Luigi Frati.

Vista la situazione e i recenti episodi in città, avevamo deciso la sera stessa di ritirare il permesso». Comunque i Collettivi accusano Pescosolido di aver «sdoganato», dato via libera a Forza Nuova. Il preside assicura: «Nelle forme in cui mi era stata presentata, appariva la sigla Lotta universitaria, non Forza Nuova. E io non autorizzo tutto ma solo le iniziative che possono rientrare nei fini istituzionale della facoltà. E mi chiedo: chi è che decide se si può o non si può tenere un convegno? Io, da preside, devo mettere i paletti. Ma da privato cittadino liberaldemocratico penso sia un errore non ascoltare estremisti di destra, di sinistra, di centro». Tra i relatori appariva però il nome del segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore. «Ho chiesto ad alcuni colleghi se lo conoscessero, la maggior parte non sapeva chi fosse, non è un nome ancora segnato sui libri di storia...».

Torniamo a giovedì, al pianterreno di Lettere. Alle 11 si forma il corteo dei Collettivi. Ma poco prima delle 13 più di un centinaio di manifestanti sale la famosa scalinata di Lettere, imbocca il corridoio di sinistra e si piazza davanti alla porta della presidenza. Lì dentro ci sono Pescosolido, il suo collega Vittorio Vidotto («ero andato a chiedergli come stesse, sotto accusa com'è») e due impiegate. Pescosolido ha in tasca il numero di un telefono cellulare: quello di un poliziotto che, dopo la prima manifestazione di mercoledì e le denunce del professore, aveva assicurato che in caso di pericolo gli agenti sarebbero intervenuti. In realtà gli agenti, tutti in borghese, sono già lì davanti alla facoltà, confusi tra i manifestanti. Passano venti minuti di grida al megafono, di minacce. Poi i calci alla porta.

Racconta Vidotto: «L'atmosfera era dura, tesa. paura? Una certa accelerazione del battito cardiaco c'è stata... se avessero sfondato la porta non so come sarebbe andata a finire». A quel punto Pescosolido chiama il numero di telefono. «Professore, siamo qui fuori. Vuole che chiamiamo rinforzi? ». Pescosolido chiede di non gettare benzina sul fuoco: desidera solo uscire per andare a a prendere la figlia a scuola. Il resto ricorda un blitz. Venti uomini aprono un varco tra i ma-nifestanti, spalancano la porta, conducono via prima le impiegate e Vidotto, infine il preside. Ma non gli fanno affrontare la scalinata dell'ingresso principale. Escono rapidamente dal retro del Museo dei Gessi, evitando il piazzale della Minerva. Ancora Vidotto, autore di molti libri su Roma: «Spero solo che questi episodi non si ripetano, che Pescosolido non diventi il bersaglio di una autentica campagna ostile, che non si assista a una escalation contro i docenti che la pensano diversamente dai Comitati.... Ma cosa sta accadendo in questa città? Vedo molti episodi. Sono davvero coincidenze temporali?» Chissà.

Fonte: Corriere della sera

giovedì 29 maggio 2008

Anche sbagliare a volte serve a qualcosa!

"Al Pigneto sono stato io
Non chiamatemi razzista"


L'uomo del raid del Pigneto, "l'italiano sulla cinquantina" cui la polizia cerca da cinque giorni di dare un volto, il più vecchio tra i mazzieri, il "Capo", arriva all'appuntamento ai tavolini di un bar che è notte. Ha i capelli brizzolati, gli occhi lucidi come di chi è in preda a una febbre. Allunga la mano in una stretta decisa che gli fa dondolare il ciondolo d'oro al polso. 

"Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto sò nazista...". La mano sinistra solleva la manica destra del giubbetto di cotone verde che indossa, scoprendo la pelle. L'avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara. 

"Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera". L'uomo ha 48 anni. Delle figlie ancora piccole. Una storia difficile di galera e di imputazioni per rapina. E, naturalmente, un nome. "Quello lo saprai molto presto. Il giorno che mi presento al magistrato, perché quel giorno il mio nome non sarà più un segreto. Mi presento, parola mia. La faccio finita cò 'sta storia. Ma ci voglio andare con le gambe mie a presentarmi. Nun me vojo fà beve (arrestare ndr.) a casa. Perciò, se proprio serve un nome a casaccio, scrivi Ernesto... ". 

Indica la foto sulla prima pagina dell'edizione di Repubblica del 27 maggio. Quella scattata durante il raid con il telefono cellulare da uno dei testimoni dell'aggressione. "Ecco. Io sono questo qua. Questo cerchiato con il marsupio e la maglietta rossa, che si vede di spalle. La maglietta è una Lacoste. Adesso ti racconto davvero come è andata. Ti racconto la verità prima che mi si bevono. Perché la verità, come diceva il Che, è rivoluzionaria. La politica non c'entra un cazzo. Destra e sinistra si devono rassegnare. Devono fare pace con il cervello loro. Non c'entrano un cazzo le razze. Non c'entra - com'è che se dice? - la xenofobia. C'entra il rispetto. Io sono un figlio del Pigneto. Tutti sanno chi sono e perché ho fatto quello che ho fatto. Tutti. E per questo si sono stati tutti zitti con le guardie che mi stanno cercando. Perché mi vogliono bene. Perché mi rispettano. Perché hanno capito. Io ho sbagliato. E non devo e non voglio essere un esempio per nessuno. Ma per una volta in vita mia, ho sbagliato a fin di bene. E allora è giusto che il Pigneto veda scritta la verità. Se lo merita. E quella la posso raccontare solo io". 

La "verità" di "Ernesto" ha un incipit. Giovedì 22 maggio. Quarantotto ore prima del raid. "A metà mattina, a una donna di cui non faccio il nome e a cui voglio bene come a me stesso, rubano il portafoglio in via Macerata. Non faceva che piangere. Un amico mio - un immigrato, pensa un po' - mi dice che se lo voglio ritrovare devo andare nel negozio di quell'infame bugiardo dell'indiano. In via Macerata. Perché il ladro sta lì. E' un marocchino, un tunisino, mi dice l'amico mio. Venerdì, verso mezzoggiorno, ci vado. Trovo questa merda di marocchino, o da dove cazzo viene, questo Mustafà, seduto davanti al negozio con una birra in mano. Una faccia brutta, cattiva, con una cicatrice. Mi fa cenno di entrare e nel negozio mi trovo lui, l'indiano bugiardo e un vecchio, un italiano. Il marocchino mi dice: "Tu passare oggi pomeriggio e trovare portafoglio". Io dico va bene e, te lo giuro, non mi incazzo, né strillo. Dico solo: "Dei soldi non me frega niente. Ma dei documenti sì". Ripasso il pomeriggio e quello mi dice: "Scusa. Non fatto in tempo. Torna domani". Io ripasso sabato mattina e quel Mustafà là, ridendo, sempre con quella cazzo di birra in mano, mi fa segno che i documenti l'ha buttati dentro una buca delle lettere. Allora non ci ho visto più. Mi è partita la brocca. Ho cominciato a strillare, dentro e fuori del negozio. In mezzo alla strada. E ho detto: "Se vedemo alle cinque. E se non salta fuori il portafoglio sfascio tutto"". 

Alle 17 di sabato, dunque, arriva "Ernesto". Ma non da solo. "Eh no. Fermati. Fermati qui. Io arrivo da solo. Perché io voglio andare a gonfiare il marocchino da solo. Io quando devo fare a cazzotti non mi porto dietro nessuno. Il problema è che quando arrivo all'angolo con via Macerata non ti trovo una quindicina di ragazzi del quartiere? Tutti incazzati e bardati. Te l'ho detto. Mi vogliono bene. Avevano saputo della tarantella ed erano due giorni che sentivano questa storia di questo portafoglio. Evidentemente volevano starci pure loro e si sono presentati. Non l'ho mica chiamati o invitati". 

"Ernesto" fa un cenno al cameriere. Chiede un whiskey di malto scozzese. Un "Oban". Strizza l'occhio. "Lo vedi questo? E' cresciuto con me al Pigneto". "Che stavo a dì? Ah sì, i pischelli. Io davvero non riesco a capire come si sono inventati la storia della svastica. Ma quale svastica? Io questi pischelli non li conosco personalmente, ma mi dicono che sono tutto tranne che fascisti. E, comunque svastiche non ce n'erano. Quei pischelli, per quanto ne so, si fanno il culo dalla mattina alla sera. E hanno solo un problema. Si sono rotti il cazzo di vedere la madre, la sorella o la nonna piangere la sera, perché qualche vigliacco gli ha sputato o gli ha fischiato dietro il culo. Te lo ripeto, io non l'ho chiamati. Io ce li ho trovati. E poi, scusa tanto sa, ma hai mai visto tu un raid nazista senza una scritta su un muro? Qualcuno si è chiesto perché, se era un raid, nessuno ha toccato per esempio i sette senegalesi che vendevano i cd taroccati in via Macerata? Lo vuoi sapere perché? Perché i senegalesi non avevano fatto niente. Perché sono amici. Perché portano rispetto e quando stava per cominciare il casino al negozio dell'indiano, gli ho detto di mettersi da una parte". 

Forse "Ernesto" vuole solo coprire quei ragazzi. Forse la sua storia comincia a pattinare. "Aspetta. Io ti ripeto che i nomi di quei pischelli non li conosco e, comunque, se anche li conoscessi non li farei mai. Ma la dimostrazione che dico la verità sai qual è? E' che loro erano tutti coperti. Con i caschi, con i cappucci. E io invece ero l'unico a volto scoperto. Perché, come t'ho detto, io se devo andare a fare a cazzotti ci vado a mani nude, da solo e a viso scoperto. Te ne dico un'altra. La dimostrazione che sto dicendo la verità è che quando l'indiano di via Macerata mi vede e se la dà, dopo che gli ho sfasciato le vetrine, i pischelli si mettono a correre verso via Ascoli Piceno. Per me è finita lì. E non capisco quelli che vogliono fare. Allora li raggiungo a piedi e quando all'angolo tra via del Pigneto e via Ascoli Piceno vedo che stanno a fà un macello con i bengalesi, che si sono messi a sfasciare le macchine della gente del quartiere, cominciò a gridare. Grido: "A pezzi de merda che state a fa'? Annatevene da lì, a rincojoniti!". Per questo, come ho letto sui giornali, dicono che hanno sentito "il Capo" dare ordini in italiano. Ma quali ordini? Io li stavo a mannà a fanculo perché mi era presa paura. Avevo capito che casino stava montando". 

Cosa aveva capito "Ernesto"? L'uomo butta giù il fondo di "Oban" rimasto nel bicchiere. Accende una Marlboro rossa. "Avevo capito che, senza volerlo, avevo slegato la bestia. Avevo capito che il veleno mio era il veleno di tutti. Sai perché penso che i pischelli sono andati dai bengalesi in via Ascoli Piceno? Perché quell'alimentari là, quello dove è andato a chiedere scusa Alemanno, due anni fa l'avevano chiuso per spaccio. Perché sotto il sacco dei ceci che dice di vendere, il bengalese ci teneva la droga. So che è andato assolto perché ha detto che la roba la nascondeva un marocchino. Sta di fatto che lì davanti è sempre un circo. Stanno sempre aperti. Anche alle cinque de mattina. Mi spieghi che cazzo si vendono?". 

"Ernesto" chiede un altro wiskey. "La storia potrebbe finire qua. Ma non finisce qua". L'uomo, ora, ha voglia di raccontare chi è e come è cresciuto. "Perché tutto si deve sapere. Tutto. Perché poi, quando ti si bevono, i giornali scrivono un mucchio di cazzate". E' il quarto di cinque figli, "Ernesto". Suo padre è un carabiniere. Lo perde a 8 anni e finisce in collegio, perché a casa, al Pigneto, non si riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. Quando esce dall'istituto, comincia a rubare. "Per fame. Ho sempre rubato solo per fame. E mai al Pigneto". A 24 anni perde anche la madre. Comincia a entrare e uscire di galera. Regina Coeli, Sollicciano, "dove a Pacciani, j'ho fatto 'na faccia tanto. Sto schifoso... ". "Sempre accusato di reati contro lo Stato... ". Contro lo Stato? "Sì, rapine in banca. Perché, le banche non sono dello Stato?". Ride, per la prima volta. Poi si fa di nuovo cupo. 

"Il Pigneto era bellissimo. Da ragazzino giocavo a ruzzichella dove adesso ci stà quello schifo di isola pedonale. Dove adesso vomitano e pisciano fino alle cinque de mattina, ci stava il cocomeraro e quello che vendeva le cozze col limone. Posso sopportare che mentre vado al mercato a comprare il pesce per mia figlia che è una ragazzina, lei deve vedere uno che se tira fuori l'uccello e sui banchi del mercato ci piscia? Eh? Lo posso sopportare?". Il colore della pelle, dice, non c'entra. "Io ho litigato con tutti quelli che non portano rispetto alla gente del Pigneto. Bianchi e neri. Io ho fatto casino qualche settimana fa al pub di via Fanfulla, perché quattro stronzetti italiani non mi facevano rientrare a casa con le bambine e quando ho chiesto di spostare una macchina in doppia fila, mi hanno imbruttito dicendo: "Perché, se no che succede?". "Succede che te gonfio", ho detto. E si sono spostati. Ho litigato con degli algerini sotto casa, che mi stavano fregando il motorino. Ne ho appicciati al muro un paio e da allora sai come mi chiamano? "Grande mujaheddin. Grande talibano". Beh, l'altra sera m'hanno riportato le chiavi della macchina che mi ero dimenticato sul cofano. Hai capito, sì? Io non ce l'ho con nessuno. Io voglio bene ai neri e ai bianchi che rispettano gli altri. Che rispettano il Pigneto, che insieme alla mia famiglia è l'unica cosa che ho. Io sono cresciuto al bar Necci, hai presente? Sai, no? Quello del film di Pasolini "Accattone". Vai a chiedere di me lì. Vedi che ti dicono. Vai a chiede di me allo stagnaro di via Ascoli, o al bar di fronte. Vedi che dicono. Io ci sono poche persone che non rispetto. I bugiardi, i laidi, gli ipocriti, le pecore. E ti racconto ancora una cosa che mi devi promettere di scrivere". 

"Ernesto" tira fuori l'ultima sigaretta del pacchetto di Marlboro, che poi accartoccia come carta velina. "Pifano. Daniele Pifano, hai presente? Collettivo di via dei Volsci. Autonomia, anni '70 e compagnia cantante. Beh, stai a sentire. Viene a vivere al Pigneto e due anni fa becca un fascistello che gli rompe il cazzo. Ti dico: questo qua lo umilia e gli distrugge la bici davanti a tutti. Io mi metto in mezzo e da allora, quando vedono Pifano, si scansano. E lui che fa? Sabato, dieci minuti dopo il casino, si mette con i centri sociali nell'isola pedonale a strillare che sono arrivati i nazisti al Pigneto. Ma come si fa? Ma che uomo sei? Ma che dignità c'hai a giocare sulla pelle del Pigneto e del sottoscritto? L'altro giorno ho provato a chiamare anche Luxuria, quella di Rifondazione. Gli ho detto: "Dovemo parlà". E lui: "Sì ma al telefono perché sono a Cosenza per una riunione". Allora io dico. Tu starai pure a Cosenza, ma al Pigneto, che è dove vivi pure tu, chi ci pensa?". 

Chi ci pensa? "Ernesto" ride. "A pagare i wiskey ci pensi tu, perché io stò in bianco e devo pure pensare a trovare un avvocato bravo. Poi, quando sarà finita tutta questa storia, offrirò io. Ora vado. Mi raccomando. La verità. Io non sono un esempio per nessuno. Ma stavolta, davanti alle mie figlie, voglio che sia diverso. Non come le altre volte che m'hanno visto andare in Centrale o carcerato. Stavolta l'ho fatto per loro. E per il Pigneto. In fondo, non ho ammazzato nessuno. E tutto 'sto casino, non l'ho armato io"