domenica 11 novembre 2007

Caos

Tutto è caos.

Nella foto potete vedere quelle che ad ora sono le più antiche stelle conosciute dall'uomo, stelle lontane non solo nello spazio, ma anche nel tempo miliardi di anni, sono alcune tra le prime stelle formatasi subito dopo la creazione dell'universo.
In questo post vorrei parlare della mia visione della creazione di ogni cosa. Io sono un credente, dichiaratamente cristiano cattolico, ma sul fatto della creazione ho una visione abbastanza diversa rispetto alle sacre scritture.
Io penso che effettivamente l'universo sia stato creato per mano di Dio, ma che la creazione non sia stata null'altro che la scintilla che ha dato inizio a quel fenomeno chiamato "Big Bang", cioè la nascita di tutto, il momento in cui si sono formate le prime molecole, l'attimo in cui dal perfetto ordine interno al Big Bang, si è creato il caos, l'attimo in cui la molteplicità di combinazioni tra le particelle ha permesso la creazione prima delle stelle, e poi dei pianeti ed infine della vita, l'attimo in cui si è creato tutto.
La vera creazione di Dio è stato il caos è stata la possibilità della scelta, la probabilità di verificarsi di qualcosa, la grandezza della possibilità di scegliere l'ordine nel caos.
La grandezza della creazione risiede in un semplice tocco, ogni attimo nell'intero universo nascono e muoiono stelle, pianeti, molecole, atomi, particelle e subparticelle, ogni attimo nel cosmo si verifica il miracolo della creazione.
Io sono dell'idea che non siamo unici, la molteplicità di combinazioni che la creazione ha generato esclude questa possibilità, e poi mi rifiuto di credere che Dio, nella sua magnificenza ci abbia lasciati soli, come unici padroni di un immenso spazio, che probabilmente non potremmo mai raggiungere.
Io credo all'esistenza di un Dio, il Dio creatore, un Dio uno e trino, ma le mie visioni su determinati argomenti sono abbastanza particolari.

Fuoco

Questa è una delle più belle foto che ho fatto (Il che la dice lunga sulla mia abilità di fotografo), il fuoco, è l'emblema del concetto di caos, di quello che viene definito "Gran Casino Generale", assume forme spettacolari, ma dinamiche, non ferme e prevedibili.
Io sono sempre stato affascinato dal fuoco, mi piaceva dare fuco alle cose, vederne la reazione, alimentare la fiamma e farla crescere, per la cronaca... NON SONO UN PIROMANE!!!!!!
Oggi a casa ho (purtroppo per i miei genitori) una stufa a legna, consumo più legna io, che un accampamento in siberia :D, quanto mi piace quando il calore arriva a 1000, quando le fiamme riempiono tutta la stufa, sbattono contro il vetro e creano strane piroette in aria.
Il fuoco è una ballerina di danza classica, che balla secondo schemi, antichi di miliardi di anni, la più bella danza dell'universo.

sabato 10 novembre 2007

Il cappellaio matto...

Io sono come il cappellaio matto, non nel senso che sono matto (be, forse un pochetto si), ma anche io come lui odio gli orologi, e in generale qualunque sistema di scansione del tempo che passa. Gli orologi sono null'altro che freddi sistemi meccanici che ci ricordano ogni istante della nostra mortalità, del fatto che ogni istante che passa, è passato, e non tornerà.
Gli orologi scandiscono il tempo in maniera anonima e fredda, ogni secondo un TIC, ad ogni ora, una ciclo completo della lancetta dei minuti, e non parliamo dei freddi orologi digitali con le cifre a LED formati da 7 segmenti, fredde e impersonali.
Ora noi abbiamo costruito una civiltà che vive seguendo l'incessante scorrere del tempo, ma ci siamo mai domandati se è il modo giusto di vivere? Ci siamo mai domandati se è effettivamente il modo corretto e sano di vivere? Io sono giunto alla conclusione che il tempo deve essere un amico che ci accompagna e ci consiglia, non un padrone che ci comanda cosa fare e come farlo, riscopriamo la dolcezza del vivere seguendo i propri tempi, del riscoprire il normale andamento della giornata e seguendo lo scorrere lento del giorno e della notte, riscopriamo la vita e il tempo come amico.
Il cappellaio matto, fu condannato perché "ammazzava" il tempo cantando, noi facciamolo rivivere vivendo.
Voglio citare la filastrocca cantata dal cappellaio matto, a me piace molto e serve ad ammazzare il tempo :D :
Twinkle, twinkle, little bat!
How I wonder what you're at!
Up above the world you fly,
Like a teatray in the sky.

We live in a Mac Universe...


L'ho fatto, il grande salto è fatto... ho comprato il mio primo mac :D, un bel MacBook nero (come ripeto il colore ha un suo perché :D ), la configurazione è la stessa di quella presentata tempo fa in più, ho preso il modem 56K, perché purtroppo grazie alla nostra grande compagnia telefonica nazionale, qui dove abito non è ancora arrivata l'ADSL, in cavetto miniDvi-vga per usarlo in eventuali proiezioni, e la custodia SecondSkin della tucano per evitare graffi durante il trasporto, il tutto preso online grazie alle offerte Apple On Campus che alcune università italiane hanno stipulato con la Apple. Mi dovrebbe arrivare per fine mese con il cd di Leopard che a Vista il nuovo sistema di casa Microsoft "je sta na pista avanti".
Sono 10 anni che inseguo la possibilità di avere tra le mani un mac ed ora è giunto il momento, speriamo solo che il corriere si sbrighi, non vorrei congelarmi aspettando al cancello di casa per 20 giorni :D :D :D :D :D .
L'altro giorno sono entrato nello studio di un mio professore e questi aveva installato Leopard su un ibm thinkPad, e la cosa bella e che funzionava da dio, andava la rete, la grafica e praticamente tutto, una cosa stupenda.
Appena avrò ricevuto il gioiellino voglio scrivere una recensione (si chiamiamola così) del MacBook e di Leopard, magari con un'occhio di riguardo all'installazione di Linux su MacBook.

Il concetto di molteplicità di universi

Per chiunque legga un minimo di fantascienza, il concetto di esistenza di molteplici universi, è cosa trita e ritrita, se ne parla molto soprattutto parlando di archi temporali, e viaggi nel tempo.
Il ragionamento che voglio fare qui invece, nasce da una riflessione avuta leggendo "Praticamente Innocuo" di Douglas Adams, pensate se effettivamente l'universo e tutto ciò che esiste venisse a definirsi in base a tre coordinate, cioè spazio, tempo e probabilità di verificarsi di un evento, cosa avremmo... una molteplicità di universi e ti tratti temporali diversi, che portano alcuni a intecciarsi, altri a prendere strade a se stanti, immaginate se ad esempio Hitler avesse vinto la guerra, oppure se l'america fosse stata scoperta ai tampi degli antichi romani, tutto ciò che conosciamo sarebbe diverso.
Ma pensateci bene, alla fine ciò è collegabile non solo ai grandi eventi, ma anche ai piccoli, come le decisioni che prendiamo, pensate a come tutti gli eventi sono strettamente collegati, come una nostra singola decisione può cambiare molti altri eventi e di fatto modificare un percorso storico, e quindi creare un determinato percorso, pensate se al posto di quell'evento se ne fosse fatto un altro, si sarebbe generato un altro percorso, totalmente diverso, che avrebbe portato ad altre conseguenze ed altre scelte, in una struttura a grafo con infiniti nodi, quindi per definizione questo genera infiniti universi, ognuno simile, ma allo stesso tempo diverso.
L'unica problematica e che al momento non siamo in grado ne di sapere e dimostrare se effettivamente esistono altri universi, solo teorizzarli, noi viviamo in un unica realtà e percorso di questo immenso grafo, non abbiamo la possibilità di sapere cosa una nostra scelta porterà, possiamo solo azzardare, vedere e sperare.
Io, credo che esistano altri universi, come d'altronde credo nella possibilità di altri mondi abitati da forme di vita intelligenti, non mi rassegno all'idea che siamo una casualità unica nell'universo, che siamo SOLI, e anche il pensiero del fatto che esistano altri universi è una piccola consolazione, per non disperdersi totalmente nella disperazione della solitudine cosmica.

La giornata di oggi

Giornata cominciata bene e finita male.
Sveglia tranquilla, avevo da fare dei giri per risolvere delle cose, vari imprevisti durante lo svolgimento di questi, risultato non sono riuscito a farne nemmeno uno. Con mia sorella allora decidiamo di andare a scuola sua a prendere il libretto delle giustificazioni, risultato... traffico sulla pontina non riusciamo ad arrivare nemmeno li, arriviamo a l'EUR, mi chiamano dall'università, è il direttore del dipartimento di chimica Prof. Aldo Laganà, mi interroga sull'evento cinescienza (dico interroga perché mi ha fatto praticamente un terzo grado per telefono) , dicendomi di fatto che non mi avrebbe concesso l'aula ne adesso ne mai, nemmeno se lo avesse chiesto il rettore in persona, io non capendo bene i motivi e pensando di fossero dei problemi di gestione dell'aula, contatto subito il mio direttore di dipartimento che gentilmente mi aveva prenotato l'aula, scoprendo che era stata contattata dal direttore del di chimica e che non aveva capito che l'evento lo volesse fare Azione Universitaria (in effetti potrebbe esserci stata un incomprensione tra me e lei), lei gentilmente mi spiega il tutto e ad un certo punto non so se volente o per sbaglio afferma che quando l'ha chiamata il direttore del dipartimento di chimica, questo ha citato il fatto che i collettivi di scienze si erano andati a lamentare da lui. Qui io ho fatto un ragionamento... vuoi vedere che mi hanno revocato il permesso solo perché è Azione Universitaria che organizza????? Devo anche ammettere che il mio direttore si è offerto di cedermi un altra aula in dipartimento per essere coerente con le sue scelte, ma il problema adesso non è più fare o non fare l'evento secondo me, è stabilire il perché un evento a scienze matematiche fisiche e naturali se lo fa Azione Universitaria non si può fare?

Lunedì andrò dal preside di Scienze per vedere lui cosa mi dice, per mettere una parola definitiva a questo sistema, oramai marcio, in cui i collettivi fanno quello che vogliono e dettano legge.
In futuro ho intenzione di presentare ulteriori iniziative quindi vorrei evitare che problematiche simili si ripropongano.

giovedì 8 novembre 2007

Il tappo

E' saltato.
E' ufficialmente saltato, il tappo della pentola a pressione rinchiusa in me è saltato.
Fin oggi qualunque emozione, sentimento, situazione è stato sempre ripiegato e riposto prima che potesse esprimersi all'interno di questo ipotetico contenito chiuso ed ermetico, dal quale non potessero uscire, ora la pressione di tutte queste cose ha fatto cedere il contenitore, risultato... è esploso, da questa esplosione ho capito molte cose di me stesso, ho cominciato ad analizzare profondamente il mio io, ho provato delle cose che questo contenitore mi proibiva di provare.
Analizzandomi ho capito che effettivamente quello che non va in me è che non ho per niente autostima, io non mi fido di me stesso, mi sto a volte anche antipatico da solo; mi capita molte volte di ripensare a cose che ho detto o fatto e mi viene voglia di ficcarmi in una fossa e ricoprirmi di terra, di fatto credo che le troppo certezze nella mia vita abbiamo contributo a non farmi crescere nella parte che riguarda la sicurezza di se, giusto ora grazie ad alcune persone, amici, sto capendo cose che non vanno e sto cercando di correggerle, la prossima cosa che coreggerò è proprio relativa alla fiducia in se stessi.
Cominciamo: IO MI FIDO DI ME :D

ore 7:36 am

Sono le sette della mattina, mi sono appena svegliato e già scrivo su questo blog, questo "Diario" di pensieri e impressioni, questo confidente elettronico condiviso.
Molti ultimamente cercano di sapere cosa sta pensando la mia mente, cosa celo dietro ai messaggi criptici del blog, in realtà quali sono questi dubbi, di che natura sono, per ora l'unica cosa che posso dirvi è: NON PREOCCUPATEVI.

Tutte le persone dell'universo passano per un periodo di dubbi interiori, questo è il mio, scegliere la strada giusta non è mai facile, soprattutto per uno come me, che non ha mai combattuto la corrente, ma si è lasciato lievemente trasportare da questa, ogni scelta cambia il proprio percorso futuro, modificando quello che succederà, ampliando lo spettro delle diverse possibilità, e modificando noi stessi.
Sarebbe bello sapere in anticipo già cosa succederà facendo una determinata scelta, quali percorsi si aprono e quali si chiudono, ma purtroppo non ci è dato saperlo, anche se devo ammetterlo che pensandoci sopra, effettivamente, non mi piacerebbe sapere prima cosa succederà.
Ogni scelta coinvolge sempre non solo se stessi, fare una determinata scelta a volte produce conseguentemente, cambiamenti nella vita di qualcun'altro, ci sono persone destinate per periodi della propria vita a percorrere pezzi di strada con voi, altre che non lo sono, persone che scelgono di starvi vicino, altre che scelgono di allontanarsene, questo è il lungo percorso della vita, le traverse che scegliamo condizionano gli eventi e noi stessi.
E' l'ora della scelta...
Noi che traversa vogliamo prendere? Io, che traversa voglio prendere?

mercoledì 7 novembre 2007

Il disegno

Schema esemplificato della scelta!!!

E' una scelta semplice che porta ad un triplice cammino, uno e buono, un altro pessimo e un altro è l'attuale... sapete come si dice "chi abbandona la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova", questo è uno dei casi in cui bisogna cambiare strada proprio per trovarne una migliore.
Immaginate di trovarvi in un lungo corridoio totalmente bianco, perfetto, nemmeno un imperfezione, lungo lunghissimo, tutto è chiaro ed evidente, ad un tratto trovate una porta, non sapete cosa c'è dall'altro lato, solo che vi porterà da qualche altra parte, sapete solo che attraversando quella porta entrerete in una nuova dimensione della vostra vita, comincerete a ragionare in modo diverso, a comportarvi in modo diverso, a pensare in modo diverso, cosa fate?
Io forse sto per attraversare la porta, anche se attraversandola potrei trovarmi a percorrere un sentiero peggiore di quello lasciato, sperando invece di entrare in quello migliore.
Alcune volte bisogna intraprendere nuove strade e nuovi percorsi, bisogna cambiare qualcosa per rinnovare e dare alla vita nuovo senso, senza però dimenticare mai cosa si è, e cosa si è stati.

Citazioni a tema 2

A volte aveva desideri così intensi, che cominciava a respirare affannosamente e doveva andare a sdraiarsi un po'. Da solo. Nella sua stanzetta. Cosi lontano dal mondo in cui era nato, che il cervello non poteva nemmeno calcolare la distanza senza vacillare.
[...]
Il guaio, quando si cerca di far accadere l'incidente giusto, è che esso non accade.
[...]
La principale differenza tra una cosa che potrebbe rompersi e una cosa che non può in alcun modo rompersi è che quando una cosa non può in alcun modo rompersi si rompe, di solito risulta impossibile da riparare.
[...]
Viviamo in tempi strani.
Viviamo anche in strani posti: ognuno di noi abita in un proprio universo. Le persone di cui popoliamo i nostri universi sono le ombre di altri universi che si intersecano con il nostro.
Praticamente innocuo "Douglas Adams"

martedì 6 novembre 2007

Il tempo

Breve riflessione sul concetto del tempo che passa.
Mi soffermo spesso a pensare al tempo che passa, e scopro che in effetti il tempo è un immensa fregatura, no parlo sul serio, il tempo non è mai abbastanza per fare quello che bisogna fare, si inizia cercando di organizzarsi tutto, tutto nei precisi dettagli, questo dalle alle, quest'altro dalle alle, ma alla fine per una cosa o per un altra si finisce per non riuscire a rientrare nei tempo che si è stabilito, perchè? Perchè il tempo è una costante relativa e non assoluta.
Einstein diceva spiegando il concetto di relatività:
Quando un uomo siede un'ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività.
Il tempo è qualcosa che secondo me è troppo soggettiva per darne una definizione accurata, nei secoli si è provato a dare una definizione scientifica e accurata di secondo dicendo:
Il secondo è definito come la durata di 9 192 631 770 periodi della radiazione corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini, da (F=4, MF=0) a (F=3, MF=0), dello stato fondamentale dell'atomo di cesio-133
che definizione impersonale... non trovate?
Pensate a questa definizione invece che bella, non precisa, non calcolabile:
L'istante di tempo che passa dall'incrocio degli sguardi al battere all'unisono dei cuori di due innamorati.
Molto meglio è????
certo non sarà utilizzabile per calcoli scientifici, ma è molto più personale, vero? :D

Io di tempo ne ho anche troppo in alcuni giorni, in altri mi trovo a non averne per niente, dovrei organizzarmi meglio, anche se so che alla fine non riuscirei comunque a organizzarmi in modo ottimale.

Voi che sistema usate?

Citazioni a tema

Tutti, nella vita; hanno qualche grande occasione. Se vi capita di perdervi quella che vi sta a cuore, tutte le altre cose nella vostra esistenza diventeranno sinistramente facili.
Tricia, nella vita, aveva perso solo un'occasione. Adesso riflettere su quell'occasione perduta non le procurava più i tremori di una volta. Immaginava che fosse stato allora che qualcosa era morto in lei.
[...]
Tutti passiamo per quest'esperienza. Ogni momento di ogni giorno. Ogni singola decisione che prendiamo e ogni respiro che facciamo aprono alcune porte e ne chiudono molte altre. Della maggior parte delle porte non ci accorgiamo. Di alcune invece sì. A quanto pare tu ne hai notata una.
Praticamente Innocuo "Douglas Adams"

Marvin

Io al momento mi sento precisamente come lui... perennemente depresso :D
Non è vero del tutto... sto solamente passando un periodo in cui devo prendere delle decisioni e più in fretta le prendo meglio è, sono treni che passano una volta sola e non aspettano molto in stazione, e la mia paura è di stare per perdere quello importante, ciò che mi trattiene e non sapere se effettivamente è mai arrivato in stazione.
Ma perché poi scrivo queste cose online, sarà un bisogno di liberare qualcosa che ho dentro? Ma se poi alla fine non dico tutto, cioè dico le cose per vie traverse o le crypto, ma che le dico a fare?
So solo che per ora scrivere le cose sul blog mi fa molto bene (o per lo meno penso mi faccia bene, non vorrei che in realtà fosse il contrario) quindi continuerò a scrivere solo la verità e quello che penso e sento.

Dubbi

Sapete quando il dubbio vi uccide lentamente lacerandovi dentro?
Quando avete ottimo la paura di scegliere qual'è la giusta decisione da prendere, sapendo che ogni scelta può cambiare profondamente la vostra vita?
Io sto vivendo un momento simile, sono arrivato ad un bivio, o prendo una strada oppure prendo l'altra, senza possibilità di tornare indietro, alcuni mi dicono che c'è sempre modo per rimediare alle proprie decisioni, questo non è il caso. E' la prima vera decisione che prendo di importante in vita mia, molte persone penso al posto mio agirebbero secondo istinto, seguendo quello che dice cuore e mente, come d'altronde ho fatto fin oggi in molte scelte, ma non è questo il caso, una decisione sbagliata non sarebbe tollerabbile e sostenibbile, per come sono fatto io.
Ma soprattutto mi preoccupa il fatto di non sapere se tutti questi dubbi non siano altro che un modo per nascondere a me stesso la soluzione, mi riempio di dubbi per non pensare a come affrontare la cosa? Sono arrivato al punto di non sapere più cosa pensare, sono 24 ore su 24 impegnato nell'assurda risoluzione di questi dubbi, sarà l'età?????
Oppure sarà giunto il momento in cui devo effettivamente capire cosa voglio?
Sto letteralmente male, sapete la sensazione che si prova appena prima di un esame, lo stomaco che si restringe, la mente che non si ricorda assolutamente più nulla, che cerca di ricordare teoremi su teoremi ma non ci riesce... ecco la mia situazione al momento è molto simile, vaglio possibilità su possibilità, analizzo situazioni e cose, ma senza trovare una soluzione al problema.
Mi farò forse troppi problemi?

lunedì 5 novembre 2007

Altro post cryptato

Questo post si va ad unire all'altro post cryptato, scriverli mi fa sentire moooolto meglio... e mi fa sentire ancora meglio sapere che nessuno sa che c'è scritto.
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chiedo venia...

Chi leggerà questo post molto probabilmente non capirà molto, ma chi ha parlato come me oggi si.
Il fatto è questo, ho detto una marea di cavolate tanto che sulla metro ragionando sul discorso arrivato alla conclusione ho fisicamente dato una craniata alla porta della metro per lo stupore di aver detto quello che ho detto (è la verità), IO calcolatore e che razionalizzo tutto??????????? ma quando mai, me so fatto una passata di tutte le decisioni prese da ME nella mia vita non c'è ne una su cui abbia ragionato, tutte prese d'istinto senza pensarci, io che razionalizzo i sentimenti... ma quando mai, sono una delle poche persone che non si incazza mai, ma se succede e meglio non starci vicino, in amore non mi sono mai innamorato perché sono una persona che non guarda l'aspetto estetico, mai fatto, ho sempre pensato che una persona è quello che è e che fa, e non come appare, ad esempio preferisco emergere per le mie azioni più che per come appaio a prima vista, e cerco questo anche in un eventuale lei... una persona che sia, non che appaia.

Sono la persona più irrazionale del mondo ma che vuole e cerca di darsi un apparenza di freddo calcolatore ma così non è... cerco di dare risposte a cose dove le risposte non ci sono, ma sono fatto cosi, voglio sapere sempre.

Per il resto normalmente non nascondo nulla, ancora sto cercando di darmi una risposta alla marea di cavolate che ho detto...forse uno dei miei vari processi mentali un giorno darà una risposta, e spero che non mi faccia dare un altra craniata alla metro :D .

saluti.

Post dal laboratorio

Il laboratorio di via salaria 113, è un bunker, si esatto proprio un bunker, sono sicurissimo che se cadesse una bomba atomica sopra di noi non ce ne accorgeremo nemmeno, ce so 3 metri de cemento armato da tutti i lati, che posto.
Ora mi trovo qui per fare un pò di pubblicità all'evento CINESCIENZA (vedere post precedente), spero che l'evento sia molto partecipato, i film sono belli e speriamo di poter riproporre l'evento con altri titoli.

Vi aspettiamo numerosi.

domenica 4 novembre 2007

Perdere se stessi

Voglio continuare da perfetto non conoscitore della materia un discorso iniziato qualche post fa, sul tema dell'amore.
Leggendo fumetti, vedendo film e telefilm, ascoltando musica, sembra che quando uno è innamorato viva un certo periodo della sua vita in funzione dell'altra persona, che ti svegli alla mattina pensando a situazioni vissute con quella persona, immaginando e pensando, si vive cercando un eterno contatto.

Ma è veramente cosi?
Può essere un sentimento cosi penetrante nel proprio modo di vivere?
Può arrivare al punto di far perdere la cognizione di se?

E soprattutto riprendendo il precedente post, come si capisce quando è amore e quando è una propria auto-convinzione?

Cercherò in post successivi di arrivare ad una risoluzione del problema, anche se come fanno notare millenni di opere letterarie e non, ancora nessuno ci è arrivato.

Non per altro un famosissimo libro dice:
L’enciclopedia galattica nel capitolo dedicato all’amore afferma che è troppo complicato da definire. La guida galattica per autostoppisti invece, sull’argomento amore, dice “evitatelo se possibile“.

sabato 3 novembre 2007

Superare il tempo e lo spazio

Scrivere mi fa bene, da quando ho ripreso a scrivere su questo blog sto meglio con me stesso, e come se comunicare all'esterno le mie idee e sensazioni sia in fondo un modo per dire che esisto pure io.
Lo scrivere è stato per molti durante i millenni un modo per far conoscere alle generazioni future e presenti un idea, un pensiero, un modo di essere e concepire la vita, guardate ad esempio il numero di capolavori che i grandi maestri del passato ci hanno lasciato, dalle grandi opere poetiche in cui le emozioni e sentimenti fluivano sulla carta, ai grandi romanzi dove storie di amore, avventura, ideale la fanno da padrone.
Al giorno d'oggi la carta sta via via perdendo il posto predominante che aveva in passato, cedendo il passo a quella che oggi è il nuovo mezzo, la rete, che ci permette istantaneamente di far conoscere a chiunque sul globo terraqueo il nostro modo di concepire il mondo, ci permette di incontrare persone diverse, di allargare la nostra visione, ci permette insomma di superare quella che per lunghi millenni è stata la limitazione di spazio e di tempo alla diffusione del sapere, ora se una persona scopre qualcosa a timbuctù istantaneamente una persona in siberia può venirne a conoscenza, esporre la sua idea sulla cosa e aiutare a migliorarla o completarla in un sistema di scambio continuo di informazioni.
La carta è arrivata alla conclusione del suo percorso di aiuto all'umanità, per millenni ha permesso ai saggi della terra di trarre le giuste conclusioni sui misteri che ci circondano, ora è il tempo dell'elettronica.
Da quello che ho scritto qui, può sembrare che sia una persona che odia la carta, non è cosi invece, ne sono un grandissimo estimatore, tante che non riesco a leggere un buon libro se non ce l'ho in versione cartacea, io sono dell'idea che finché non troveremo una buona replica del libro questo la farà da padrone, per ora i vari ebook reader secondo me non sono all'altezza della situazione, forse quelli di nuova generazione con l'utilizzo della ePaper riusciranno nell'impresa, staremo a vedere.

Io per ora ho cominciato a mettere quello che penso per iscritto nel mio blog dove persone da tutto il mondo possono vederlo e commentarlo, possono correggermi, posso io correggere loro, possiamo crescere.
Per ora scrivere qui mi ha fatto pensare e giungere alla conclusione di essere più deciso nelle cose che faccio, di non tirarmi indietro, di guardare in faccia al domani.

La rete è un grande strumento che avvicina un mondo che in fondo in fondo non è poi cosi grande.

Riflessioni sulla Morte

Penso di essere una persona fortunata da questo punto di vista avendo assimilato in un età abbastanza alta il concetto di morte, diciamo che la prima morte in famiglia che io ricordi è la mia bis nonna materna, ma ero talmente piccolo da ricordare le cose molto confusamente, giusto qualcosa, ma nulla più, mentre la prima che riesco a ricordare molto bene è uno zio da parte paterna, un fratello di mia nonna, questa è la prima volta in cui ho realmente cominciato a ragionare sul concetto di morte, su tutti gli aspetti che la circondano e sull'utilità della stessa, si utilità, sono giunto alla conclusione che per quanto dolorosa, la morte alla fine sia una necessità, permette di rendersi effettivamente conto che abbiamo un tempo limitato a disposizione, ci fa crescere e maturare.
Sulla morte si sono interrogati praticamente tutti i maggiori filosofi di ogni epoca, chi è arrivato alla conclusione che dopo la morte ci sia il nulla assoluto, chi invece pensa che si rinasca a nuova vita, io sono dell'idea che ci sia qualcosa dopo la morte, non mi rassegno al nulla, non dico che dopo la morte ci siano l'Inferno e il Paradiso cosi come descritti da Dante Alighieri, ma sicuramente qualcosa c'è.
Concludendo posso solo dire una cosa alla dolce morte... a me non mi vedrai per molto tempo ancora, ho da fare molte cose, ho da vivere esperienze non vissute, ho da amare amori mai amati, ho da sperare in nuovi orizzonti, ho semplicemente da vivere.